La legalità ai tempi del dilettantismo

23.10.2017 14:00 di TL Redazione   Vedi letture
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
La legalità ai tempi del dilettantismo

"Fatta la legge, trovato l'inganno". È senz'altro questo il proverbio che deve aver mosso il buontempone che ieri ha trasmesso in diretta, semplicemente puntando la videocamera del suo smartphone verso il rettangolo verde di gioco, buona parte del match del Latina, impegnato a Sassari nell'ottava giornata di campionato. 
Un gesto nobile, a volersi mettere nei panni dei tifosi (che in tanti hanno condiviso il video: del resto, e stavolta siamo seri, come dar loro torto?), ma che di signorile ha ben poco. O forse niente. 

Perché la sensazione, a non volersi girare dall'altra parte, è di quelle più sgradevoli. Quella che a un occhio meno attento può apparire come l'improvvida acrobazia di un appassionato, mosso dalla brama di guadagnarsi il suo quarto d'ora (moltiplicato tre) di celebrità pontificati da Andy Warhol, assume infatti i connotati di una strategia studiata a tavolino. O, peggio ancora, avallata. Come spiegarsi, altrimenti, il banner pubblicitario di un'azienda riconducibile a una figura dell'organigramma del club all'interno della diretta stessa?

La domanda sorge spontanea. È mai possibile che la nuova società non sia al corrente delle rigide norme imposte dalla Lega Nazionale Dilettanti? Qualora fosse, proponiamo un rapido sunto. Questo uno stralcio dell'articolo 2 "Diritto di cronaca audio-video": "Le immagini di ciascuna Gara, con o senza commento parlato, possono essere trasmesse esclusivamente in differita, almeno tre ore dopo il termine della Gara, nell'ambito di telegiornali, contenitori e trasmissioni a carattere informativo". Aggiungere come i requisiti per ottenere l'autorizzazione siano esclusivamente riservati a testate giornalistiche e/o simili, e non a profili personali sui social, ci sembra una sottolineatura pleonastica. A tal proposito giunge comunque in aiuto l'articolo 10 "Divieti nell'ambito dell'esercizio della cronaca sportiva", che segnala come sia fatto tassativo divieto di "effettuare durante lo svolgimento delle Gare - per telefono o con qualsiasi altro mezzo - collegamenti in diretta con gli stadi per la trasmissione di cronache e commenti nei tempi intercorrenti tra le singole rassegne informative previste dal precedente art.3", ovvero quello dedicato al diritto di cronaca audio che sancisce in una "durata complessiva non superiore a cinque minuti per ciascuna gara il diritto di cronaca attraverso commenti audio trasmessi in diretta, in apertura e chiusura dei due tempi delle Gare".

Ciò detto, senza voler pensare che qualcuno abbia provato ad aggirare l'ostacolo nella maniera più goffa possibile, la domanda precedente ne incoraggia un'altra: il club ha contezza del danno economico e di immagine prodotto da una condotta simile? Per il secondo vi riportiamo l'ultimo paragrafo dell'articolo 12 "Doveri di vigilanza e controllo a carico delle società calcistiche": "Le società interessate - si legge - devono dare immediata comunicazione scritta al Dipartimento Interregionale, per i provvedimenti consequenziali, delle violazioni del presente Regolamento di cui siano venute a conoscenza. Le società che non esercitino la dovuta vigilanza ovvero non facciano rispettare, per quanto di loro competenza, le disposizioni del presente Regolamento, potranno essere sanzionate dal Dipartimento Interregionale per un importo compreso tra un minimo di € 100 (cento euro) e un massimo di € 3.000 (tremila euro), ferme restando le determinazioni degli organi della giustizia sportiva ai sensi dell'articolo 1 bis CGS. In caso di reiterate violazioni agli obblighi suddetti, le sanzioni suddette possono essere aumentate fino al doppio". Nello specifico di ieri, a fronte della presenza del Commissario di campo, il rischio lo avrebbe corso il Sassari Latte Dolce, che si è verosimilmente trovato un intruso privo di autorizzazione in casa propria. Non proprio il miglior biglietto da visita per il ritorno nella categoria e per la costruzione di rapporti sereni con le altre realtà del girone. Ogniqualvolta al Francioni si autorizzano radiocronache integrali abusive, regolarmente circolate su pagine Facebook nelle prime giornate di campionato, la responsabilità grava invece sulle spalle del sodalizio pontino. 

Benintesi: il nostro intervento non è dettato da antipatie preconcette nei confronti del "nuovo che avanza". Anzi, il lungo intervento odierno diventa anche l'occasione per ringraziare pubblicamente i dirigenti delle formazioni del settore giovanile, che anche nello scorso weekend hanno contribuito attivamente alla realizzazione degli articoli comparsi sulle nostre pagine e che sono stati i più letti di sabato e domenica. La loro professionalità, senza falsa retorica, è davvero da categorie superiori, sebbene la comunicazione ufficiale del club abbia "bucato" l'inizio dei rispettivi campionati e affidato i pochi aggiornamenti a siti che non hanno seguito (e che mai seguiranno) neppure un minuto degli stessi. 

Siamo consapevoli di quanto, in un ambiente in cui la lingua si lascia spesso preferire alla penna, il nostro modus operandi sia pacificamente irritante. Nostro malgrado non avevamo contatti con i signori Maietta e Aprile, non siamo saliti sul carro dalle ruote sgonfie di Mancini, non conosciamo i membri della nuova dirigenza. E non ci interessa farlo, non certo per presunzione quanto piuttosto per l'imparzialità e la libertà che si devono all'espressione del pensiero. Il nostro manifesto disinteresse nei confronti di qualsivoglia legame non si traduce però in accettazione acritica di ogni comportamento, specie se questo valica il perimetro della legalità e va a discapito di chi chi agisce secondo regola, penalizzandone il "traffico" e le sue derivazioni. Se la pluralità di voci rappresenta indiscutibilmente un bene per l'informazione, la slealtà è la sua rovina. Vale davvero la pena sporcarsi l'immagine per riprodurre (clandestinamente) una manciata di immagini?