Con il Tor Sapienza un Latina brutto e senza personalità

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede al calcio
08.10.2019 08:22 di Vincenzo Abbruzzino   Vedi letture
Con il Tor Sapienza un Latina brutto e senza personalità

Brutta, c’è poco altro da dire sulla prestazione del Latina osservato contro il Tor Sapienza (1-1, secondo pareggio interno consecutivo). La vittoria di Anagni sembrava potesse rappresentare una svolta, la prova contro i capitolini ha invece derubricato il successo in Ciociaria a risultato occasionale.

La squadra, per dirla con le parole del suo allenatore, stavolta non ha avuto le “palle”, attributi che domenica nel post partita il tecnico ha riservato soltanto a se stesso, a sottolineare il proprio coraggio nel cambiare e nel proporre in campo sempre più giovani. Se contro l’Anagni la prestazione del secondo tempo aveva fatto dimenticare una prima frazione abbondantemente sotto la sufficienza, contro il Tor Sapienza è accaduto esattamente il contrario. Questa volta non c’è discorso tattico che tenga, il Latina nella versione post intervallo è apparso privo di lucidità, di una idea di gioco e perfino atleticamente inferiore a un avversario in grado di raddoppiare se non addirittura triplicare sul portatore di palla nerazzurro anche a partita prossima ormai all’epilogo.

Ma ciò che in particolare è venuta meno, e qui siamo d’accordo con Di Napoli, è stata la personalità di Ranellucci e compagni. La personalità che pur nelle difficoltà nel progettare le trame di gioco avrebbe comunque dovuto portare il confronto sul piano tecnico, laddove le qualità dell’uno (i nerazzurri) erano nettamente superiori a quelle dell’altro (i gialloverdi). Eppure la prima frazione aveva fatto ben intendere quali dovessero essere le armi a disposizione del Latina. Nella ripresa, vuoi anche per la consapevolezza che il mancato successo sarebbe equivalso ad una sconfitta, il Latina s’è smarrito, banalizzando il proprio gioco e rinunciando a crearsi i motivi per una possibile recriminazione.

Il prossimo avversario, il Muravera, sembra avere i contorni tecnici ideali per offrire ai nerazzurri l’immediata occasione di riscatto, ma Di Napoli prima ancora che sul campo dovrà lavorare a fondo tra le mura dello spogliatoio.