Le stranezze calcistiche di Latina-Vis Artena

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calcio
14.02.2019 16:30 di Vincenzo Abbruzzino  articolo letto 468 volte
Le stranezze calcistiche di Latina-Vis Artena

Il confronto di mercoledì sera tra Latina e Vis Artena conferma quanto a volte sia strano il gioco del calcio. La stranezza sta tutta nell’evidenza che i nerazzurri hanno ottenuto le cose migliori con la squadra sulla carta più squinternata, rischiando poi il recupero del modesto avversario schierando l’undici apparentemente più equilibrato. L’assenza per squalifica di Tinti ha costretto Di Napoli a prendersi qualche rischio, principalmente nello schierare una difesa a tre con un unico centrale di ruolo, Ranellucci, e un difensore inventato di sana pianta, leggasi Caternicchia. Difesa che in fase di contenimento si è valsa di altri due uomini, Atiagli e Merlonghi, che non brillano di certo in fase difensiva. La cosa ha funzionato essenzialmente per due ragioni, la prima delle quali è da ricercare nel mix di rapidità e palleggio della manovra nerazzurra, forte della spinta impressa da entrambe le catene: a sinistra con Sanna e Atiagli, a destra con Merlonghi e Ranellucci. Spinta a cui si è aggiunto l’apporto di Cittadino, cresciuto esponenzialmente rispetto al giocatore di avvio stagione scorsa. La seconda ragione è data dalla debolezza avversaria: la Vis Artena avesse avuto un secondo Pagliaroli, avrebbe avuto chiaramente maggiore possibilità di mettere in difficoltà gli improvvisati esterni difensivi del Latina.

Ma, per tornare alla stranezza del calcio, le cose non hanno invece più funzionato quando Di Napoli ha cercato di rimediare ai primi cenni di stanchezza ricorrendo ad un maggiore equilibrio tattico. E questo nonostante le mosse del tecnico abbiano seguito una logica condivisibile. Con tre partite da disputare in una settimana, Di Napoli ha pensato innanzitutto a tutelare i suoi elementi più rapidi - Sanna, Merlonghi e Minicucci - e indispensabili (vedi Fioretti) per poi, avendo tre potenziali registi in mediana (De Martino, Cittadino e Begliuti), sostituire il più giovane (Begliuti) così da avere possibilità di dare minutaggio a Fontana. Il risultato è stato devastante ed ha rischiato di compromettere una partita già vinta. In questo senso ha giocato un ruolo preponderante la fisicità dei nuovi entrati. Mandare in campo a partita in corso elementi come Manes, Fontana e Galasso, non propriamente dei fuscelli, ha privato il gioco dei nerazzurri di brillantezza e velocità. Si sono così invertite le parti, con la Vis Artena evidentemente più reattiva del Latina.

Insomma, un esempio di come le buone intenzioni non portino sempre a buoni risultati.