Maurizi, un'esperienza in crescendo

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede al calcio
13.11.2019 13:00 di Vincenzo Abbruzzino   Vedi letture
Maurizi, un'esperienza in crescendo

Un'esperienza in crescendo quella di Agenore Maurizi sulla panchina del Latina. Dalla sconfitta del debutto contro la Torres, il tecnico colleferrino domenica è approdato alla sua prima vittoria nerazzurra,  passando per il pareggio sul campo della Turris.  

Con i risultati, è però cresciuto pure il gioco di Ranellucci e compagni? A giudicare da quanto visto nel confronto con il Team Nuova Florida la risposta sembrerebbe positiva. Rimangono grosse lacune, ma pur nelle perduranti difficoltà il Latina domenica non ha dato l’idea di improvvisare bensì di manovrare con una idea di gioco ben precisa in testa. Soprattutto sulla catena di destra si sono visti movimenti interessanti nonostante poi la vittoria sia frutto soprattutto del gioco sviluppato sull’out di sinistra dove lo strapotere atletico di Atiagli alla lunga è riuscito a fare la differenza.

Alla vigilia Maurizi aveva parlato dei quattro fattori che a suo avviso determinano la prestazione della squadra: tecnico, tattico, psicologico e fisico. Domenica ha prevalso il terzo, quello nervoso, sorretto però dal quarto, una condizione atletica perfetta che ha permesso ai nerazzurri di spingere sull'acceleratore ben oltre il 90’. Il carattere peraltro, dopo una fase di sbandamento seguita al vantaggio di Rossi, ha contribuito a far sì che i nerazzurri migliorassero pure sul piano tattico. La squadra nel rush finale è finalmente rimasta corta, ha conquistato palla in alto, ha cercato l’ampiezza, non ha aspettato bensì ha aggredito l’avversario. Prima di allora, il centrocampo era apparso al solito poco concreto, parco negli  inserimenti nonostante il gran movimento ad aprire gli spazi di Cunzi, in più di una occasione scalato fino alla linea di mediana. L’ingresso di Garufi ha dato fisicità e carattere alla linea di mezzo, un toccasana per un reparto fino ad allora troppo “timido”. Segni di crescita che la trasferta di Arzachena dovrà confermare.