Un'occasione buttata e un nodo da sciogliere in fretta

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calci
27.03.2018 00:00 di Vincenzo Abbruzzino  articolo letto 349 volte
Un'occasione buttata e un nodo da sciogliere in fretta

Ad Aprilia il Latina ha gettato alle ortiche una occasione d’oro per scalare le posizioni in classifica e mettere al sicuro, o quasi, la qualificazione ai play-off. E a questo punto del campionato, con la stagione regolare ormai prossima al termine, non c’è spazio per recuperare, l’occasione è buttata, stop!

Ho avuto modo di dirlo al diretto interessato, ma domenica fossi stato in Pascucci mi sarei parecchio arrabbiato con la squadra. Non si può pareggiare una partita che nel primo tempo i nerazzurri avrebbero potuto condurre per “tanto a zero”. È mancata la freddezza, il cinismo, la cattiveria, doti che il Latina dovrà ritrovare contro Atletico e Albalonga se non vuole fare, visti i tempi, la fine dell’agnellino sacrificale.

C’è però da dire che Venturi, una volta compresa l’antifona, nella ripresa è andato alla ricerca del rimedio e l’ha trovato: un uomo in più a centrocampo, un terzino vero in difesa, un esterno in grado di garantire inserimenti e corsa, e soprattutto il diktat ai suoi di braccare Catinali che da regista basso stava vivendo una giornata di gloria. Il Latina non ha reagito sul piano tattico, continuando a giocare nello stesso modo del primo tempo senza però gli stessi effetti. I motivi sono presto detti: Catinali è stato imbrigliato, Palazzo e Tribuzzi sono calati, Bardini e Cittadino si sono sempre trovati in inferiorità numerica, Milizia non ha spinto come Lagnena, Atiagli ha sofferto Cuscianna. Sono sufficienti? No, perché ne manca uno, il più importante.

È diventata una mia fissa, l’ammetto, ma Olivera da mezzala nel 4-3-3 soffre e fa soffrire il resto del reparto. Contro una mediana che vorticava le gambe, ad un certo punto il Latina s’è ritrovato con Catinali, Bardini e Olivera, un trio a passo lento, con l’aggravante che l’uruguaiano – l’unico ad avere il piede per aprire il gioco – ha manovrato in una posizione che non gli ha consentito di agire né da trequartista né tantomeno da regista. Sta diventando un problema per Pascucci, c’è da capirlo. Il tecnico si ritrova a dovere fare giocare un elemento che avrebbe spazio in Lega Pro e pure in B , il che lo pone davanti ad un bivio: scompaginare il progetto tattico oppure rinunciare ad un interprete importante, in campo e nello spogliatoio, come Catinali. Finora Pascucci ha scelto una via di mezzo che però, per quanto ne dicano i latini (in medio stat virtus), non sembra avere virtù.