Esclusiva - Ciriello: "Andai via da Latina per coerenza, ad altri è mancata"

 di Matteo Ferri  articolo letto 2893 volte
Esclusiva - Ciriello: "Andai via da Latina per coerenza, ad altri è mancata"

È stato l'ultimo allenatore a vincere un campionato nel settore giovanile del Latina, quello dei Giovanissimi Fascia B Regionali nella stagione 2015/16. Eppure nel nuovo Latina 1932, nessuno ha pensato di sondare il terreno per riportare in società un tecnico che a Latina è nato e vissuto e dal curriculum importante. Oggi, ai microfoni di Tuttolatina.com, Vittorio Ciriello si toglie più di un sassolino dalla scarpa, senza risparmiare nessuno.

Mister, partiamo dalla fine: cosa fa oggi Vittorio Ciriello?
Nella stagione che sta per iniziare, allenerò i 2001 dell'Anzio, impegnati nel campionato Allievi Regionali. Sono stato contattato da Mario Guida, il responsabile del settore giovanile del club neroniano e sono strafelice di poter guidare questo gruppo. Ho trovato una società gestita in maniera professionale e genuina dalla famiglia Rizzaro che, in questi anni, ha fatto calcio esclusivamente per amore di questi colori e della città, senza altri interessi o secondi fini.

Sembra quasi un attacco indiretto nei confronti della tua vecchia squadra
Sono arrivato a Latina due anni fa, dopo cinque anni alla Lazio, perché avevo necessità di riavvicinarmi a casa per motivi di lavoro e ne parlai con l'allora responsabile del settore giovanile nerazzurro, Grande. Fin da subito ho trovato dei problemi, ma siamo stati bravi a fare quadrato attorno ai ragazzi e a vincere il campionato. A fine stagione, non sono stato confermato ma non mi aspettavo nulla di diverso.

Perché?
Perché personalmente non ho mai condiviso i metodi e i modi adottati da Pasquale Maietta e da Antonio Aprile, sia per quanto concerne la gestione sportiva, sia per quanto riguarda la sfera extracalcistica. Nel corso della stagione non ho mai nascosto questa mia diversità di vedute e i miei rapporti con gli allora proprietari del club si sono incrinati rapidamente. Al contrario, la stessa coerenza non posso dire di averla riscontrata da altre persone.

A chi ti riferisci, nello specifico?
Il riferimento è ad Andrea Chiappini, che allora andava a braccetto con Maietta e Aprile e oggi, dopo aver rinnegato il suo passato prossimo, fa lo stesso con il sindaco Coletta e gestisce il neonato Latina 1932 come se fosse una sua esclusiva proprietà privata nella quale trovano spazio solo i suoi amici più fidati.

Il tuo sfogo è solo l'ultimo, in ordine cronologico, tra quelli degli ex allenatori del settore giovanile del Latina. Nella passata stagione toccò a Zuccarini e Iannarilli.
Io tornai a Latina a febbraio, contattato da Giannini che già conoscevo e che mi chiese la disponibilità a dare una mano. Ho fatto il vice di Tebi in Primavera e sostituito il dimissionario Zuccarini nella trasferta di Avellino dell'Under 16, ma la situazione che ci siamo trovati era davvero problematica. Sia noi allenatori, che lo stesso Giannini, ci siamo ritrovati a gestire situazioni che ben poco avevano a che fare col calcio giocato e abbiamo chiesto ai ragazzi di stringere i denti e finire il campionato, nonostante il fallimento incombente.

Nonostante tutto, siete riusciti a portare a termine la stagione.
Di questo devo ringraziare i curatori fallimentari, che hanno svolto un lavoro incredibile per permetterci di giocare. Oltre a loro, permettimi di ricordare due persone come il responsabile degli osservatori, Giorgio Orsini e il segretario Matteo Cassoni, perché con loro abbiamo impegnato risorse, anche economiche, per consentire ai ragazzi di arrivare fino a maggio. A loro, come al sottoscritto, la nuova società non ha ritenuto di dover fare nemmeno una telefonata. Per quanto mi riguarda, la felicità oggi si chiama Anzio.