Esclusiva - Gasperini: "A Latina due anni indimenticabili. I nerazzurri hanno qualità, noi vogliamo chiudere bene"

05.05.2018 11:00 di Matteo Ferri   Vedi letture
Esclusiva - Gasperini: "A Latina due anni indimenticabili. I nerazzurri hanno qualità, noi vogliamo chiudere bene"

Due anni a Latina non si dimenticano facilmente per Gian Matteo Gasperini, oggi bandiera del Monterosi, prossimo avversario dei nerazzurri nell'ultima giornata di campionato. Il difensore, classe 1989, ha parlato ai nostri microfoni del suo passato nel capoluogo pontino e dell'imminente sfida del "Martoni" che i viterbesi vogliono vincere per chiudere nel migliore dei modi una stagione altalenante.

Sei arrivato a Latina molto giovane, agli albori della scalata che poi ha portato i nerazzurri alla soglia della Serie A. Che ricordi hai di quell'esperienza?
Ricordi bellissimi, senza dubbio. Il primo anno vincemmo il campionato e ottenere certi successi in piazze come Latina ti lascia sensazioni indimenticabili ma anche la seconda stagione la ricordo con piacere, sia perché fu il mio primo campionato di C1 sia perché riuscimmo ad ottenere una salvezza difficile, vincendo il playout contro una squadra molto forte come la Triestina che annoverava giocatori come Godeas e Allegretti, tanto per citarne due.

Condò presidente e Sanderra allenatore, a Latina per certi versi è rimasto più nel cuore quel periodo in Lega Pro che non gli anni della B. Hai trovato situazioni simili di legame tra società e piazza, nelle altre tue esperienze?
Ho avuto esperienze importanti a Brindisi e Viterbo ma quel feeling che si è creato a Latina rimane unico. Soprattutto il primo anno, grazie alla forza del gruppo e ai risultati arrivati fin da subito, siamo riusciti a creare un clima di totale sintonia con la piazza e la tifoseria che forse neanche si aspettava un cammino così esaltante visto che non eravamo partiti come favoriti del girone.

L'attualità dice che voi siete salvi e che il Latina difficilmente potrà andare oltre il quinto posto, a meno di imprevisti tracolli del Trastevere. C'è il rischio di assistere una sorta di amichevole di fine stagione?
Noi eravamo già salvi domenica scorsa ma questo non ci ha impedito di giocare al massimo delle nostre possibilità e di vincere. Ci teniamo a chiudere bene e magari a vincere la quinta partita consecutiva, dall'altra parte troviamo una squadra che vorrà vendere cara la pelle e prepararsi al meglio in vista degli spareggi. Rispetto alla gara d'andata abbiamo cambiato entrambe allenatore, ma al di là dei moduli, che sia 4-2-3-1, 4-4-2 o 4-3-3, la squadra di Pascucci ha qualità e lì davanti Iadaresta vorrà sicuramente vincere la classifica marcatori. Latina, per tradizione e tifoseria, merita di entrare nei playoff e di vincerli.

Come siete ripartiti dalla delusione dello scorso anno e quanto ha influito il colpo della promozione mancata nella stagione poco positiva di quest'anno?
Quest'anno abbiamo deluso un po'le aspettative ma è stata una stagione particolare. Ad un certo punto ce la siamo vista davvero brutta e quando una squadra parte con determinati obiettivi, non è affatto semplice cambiarli in corso d'opera e tirarsi fuori dalle secche. Fortunatamente siamo stati bravi a mantenere la coesione di gruppo nei momenti di maggiore difficoltà e a mantenere la categoria, un aspetto sicuramente importante per una società come il Monterosi che aveva sempre fatto bene in queste ultime stagioni.  

Sei a Monterosi da tre anni, soprattutto nei primi due avete ottenuto risultati incredibili con una squadra comunque molto forte. C'è il rischio che le difficoltà legate all'impianto e allo scarso pubblico influiscano sulle legittime ambizioni del presidente Capponi di arrivare tra i professionisti?
In realtà queste sono questioni che riguardano la società e il presidente, non i giocatori perché noi scendiamo in campo con l'obiettivo di vincere sempre. Nei primi due anni si era creato un gruppo solido, con un allenatore che ormai ci conosceva e i risultati sono arrivati, la scorsa estate è cambiato il tecnico e alcune situazioni ed evidentemente non siamo stati bravi ad adattarci in tempi rapidi ai nuovi metodi di lavoro, anche se credo che sia fisiologico un periodo di assestamento per assimilare la filosofia di un allenatore nuovo.

Sei anni dopo ti ritrovi nello stesso girone Pagliaroli, Tirelli, Tortolano. Significa che la Serie D ha aumentato il livello oppure che c'è bisogno di ricreare una categoria intermedia come era la vecchia C2?
Ho ritrovato molti compagni dei tempi di Latina, siamo rimasti in buoni rapporti e ci sentiamo ancora oggi. Mi fa piacere affrontarli come avversari, se oggi siamo in Serie D significa che questa è la nostra dimensione, anche se il livello attuale della categoria è decisamente alto. Personalmente non credo alla sfortuna, se ragazzi come Burrai o Falzerano oggi fanno la differenza in B o in C significa che hanno lavorato duramente per arrivare fino a lì e si meritano le gioie che le carriere gli stanno riservando.