Santarelli: "Rispetto all'andata è un Latina diverso ma sempre forte. Al Francioni spero nel gol di Prandelli"

09.02.2018 12:00 di Matteo Ferri   Vedi letture
Santarelli: "Rispetto all'andata è un Latina diverso ma sempre forte. Al Francioni spero nel gol di Prandelli"

Quattro anni, equamente suddivisi tra Serie D e Lega Pro, intervallati da un'esperienza ad Anzio più che positiva, sia a livello personale (col record personale di realizzazioni) che di squadra, con la salvezza ottenuta con novanta minuti di anticipo nonostante i pronostici di inizio stagione dessero i neroniani praticamente già spacciati. Flavio Santarelli è capitano e simbolo di una Lupa Roma operaia vicina al primo obiettivo stagionale, quello di mantenere la categoria, ma che non disdegna di guardare anche più in alto, come afferma lo stesso centrocampista nell'intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di TuttoLatina.com: "I playoff sono lontani, ne siamo consapevoli, ma nemmeno lontanissimi. Prepariamo ogni partita per cercare di vincerla perché siamo una neoretrocessa e non possiamo accontentarci di fare un campionato anonimo, senza dare il massimo fino alla fine".

Latina diventa un vero e proprio spareggio se volete continuare ad alimentare ambizioni di alta classifica. Rispetto alla gara d'andata si affrontano due squadre rinnovate ed entrambe con un nuovo allenatore in panchina.
Io all'andata non c'ero, purtroppo. Due giorni prima di quella gara presi una botta al naso e dovettero mettermi quattro punti, per cui fui costretto a rimanere in panchina per tutto il match. So che il Latina ha cambiato molto nell'ultima sessione di mercato ma se la società ha scelto determinati giocatori, significa che sono altrettanto validi, se non di più, rispetto a quelli che c'erano prima. Non si gioca per una squadra come il Latina, con quella storia, quella piazza e quei tifosi, se non si hanno dei valori importanti e comunque i risultati gli stanno dando ragione perché stanno disputando un campionato di vertice e domenica hanno vinto in Sardegna, dove non è mai facile conquistare il bottino pieno.

Anche voi avete cambiato allenatore passando da Sgarra a Quinzi.
Abbiamo iniziato la stagione con Sgarra che poi è andato via quando si è dimesso il direttore sportivo. Quinzi era già all'interno della società come vice, da anni è una figura di riferimento in società e personalmente lo conoscevo già, però non posso negare che tutta la situazione ci abbia disorientati perché è arrivata in maniera del tutto inaspettata.
Non abbiamo pagato molto lo scotto del cambio di allenatore perché prima della sosta abbiamo vinto contro il Rieti, poi, come succede un po'in tutte le categorie, abbiamo un po'staccato la spina durante le feste e siamo calati soprattutto psicologicamente. Il direttore e il mister ci hanno rimesso sui binari giusti e siamo tornati a lavorare tutti come un gruppo unito, cosa che forse era un po'mancata nelle settimane precedenti alla bella vittoria contro il Lanusei di domenica. Del resto la nostra forza deve essere necessariamente quella del gruppo. Tecnicamente non ci sentiamo inferiori alle altre, però i numeri parlano chiaro e dicono che di alcune lo siamo, ma dal punto di vista del gruppo siamo davvero molto forti.

Hai giocato nel Girone H, lo scorso anno, ma anche in piazze importanti in Serie C. Quanto conta l'aspetto ambientale in queste categorie?Flavio Santarelli con la maglia dell'Anzio esulta dopo il gol al Manfredonia
Tantissimo. L'anno scorso, con l'Anzio, abbiamo girato stadi veri, con tifoserie calde e appassionate, pronte a seguire la squadra anche in trasferta. Ricordo Gravina e Nocerina, giusto per citarne un paio, che riempirono completamente la tribuna ospiti al "Bruschini" e devo dire che giocare di fronte a cornici di questo tipo ti dà una carica supplementare. Al sud il calcio viene vissuto in maniera molto diversa, in questo girone ci troviamo quasi sempre a giocare in campi, non in stadi e Latina è l'eccezione più evidente. Il mister, in settimana, ha battuto molto sul tasto delle motivazioni che, contro un avversario del genere e in un contesto simile, devono venire da sole.

A livello personale, hai fatto una scelta di vita abbracciando il progetto Lupa Roma oppure coltivi ancora l'ambizione di salire tra i professionisti?
La scorsa estate mi hanno chiamato Sgarra e Quinzi, mi hanno fatto sentire importante e al centro del progetto e per questo ho scelto di ritornare in un contesto che conoscevo e che sapevo essere serio. Qui alla Lupa, ogni accordo è sempre stato onorato e mi trovo bene, però non nego che il mio desiderio è quello di tornare a confrontarmi con categorie superiori.

Matteo PrandelliSegni poco, ma quando lo fai sono sempre gol incredibili, come quello dello scorso anno a Vallo della Lucania o contro il Manfredonia, ma anche il tuo primo in carriera tra i "grandi", contro il Santa Maria delle Mole. Baratteresti un eurogol in uno stadio come il Francioni per una vittoria?
No, io voglio vincere, soprattutto in uno stadio così. Per me può far gol anche il magazziniere, l'importante è che alla fine arrivino i tre punti. Io sono quello che porta l'acqua, a segnare ci pensano gli altri. Anzi, se devo essere sincero, mi auguro vivamente che possa tornare al gol Matteo Prandelli, perché è un attaccante, è a digiuno da qualche settimana ma si allena sempre con il massimo impegno, è una grande persona sia dentro che fuori dal campo e si merita la gioia personale.