Germano: "La Serie D è la nostra unica certezza. La C è un sogno, ma il ripescaggio non dipende da noi"

13.04.2018 14:00 di Marco Ferri  articolo letto 836 volte
Germano: "La Serie D è la nostra unica certezza. La C è un sogno, ma il ripescaggio non dipende da noi"

Ospite di "Pane&Calcio" nel salotto di Domenico Ippoliti su SL48, il direttore sportivo del Latina Calcio 1932, Emanuele Germano, è tornato sul crollo di Lanusei e ha approfondito i temi di attualità in casa nerazzurra a tre giorni dall'impegno casalingo con l'Anzio. Il suo intervento riportato integralmente da TuttoLatina.com

Il ko di Lanusei legato a una mancata crescita di personalità da parte della squadra?
La sconfitta è pesante, perché prendere quattro gol è molto pesante da digerire. Devo analizzare la partita a 360°. Nelle ultime ci è mancato finalizzare quanto di bello abbiamo fatto, e domenica scorsa abbiamo pagato a caro prezzo questa situazione. Sono straconvinto che siamo sulla strada giusta nonostante il risultato di domenica. Prima di andare in svantaggio ci sono state diverse occasioni per portarci in vantaggio. È una sconfitta di difficile lettura perché il 4-0 è pesante, però andiamo avanti lavorando con molta umiltà e duramente per cercare di raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissati, che è quello dei play-off.

Il 54% dei gol totali sono stati subiti in appena 5 gare: cosa genera questi black-out?
La maturità e l'approccio al campionato è fondamentale. Stiamo facendo un percorso e si fa tutti insieme, nella stessa direzione. Credo che queste pesanti sconfitte debbano soltanto farci da tramite per rispettare il futuro che verrà. Quando perdiamo lo facciamo sempre in maniera pesante e questa è una cosa che mi infastidisce. Domenica si è sbagliato qualcosa, ma non l'approccio. C'è stato il rigore sbagliato, un'altra occasione per Iadaresta e due per Cittadino. Però è un segno di maturità, forse ancora non siamo maturi e abbiamo quell'autorità per stare lì sopra. Credo che ci arriveremo con il tempo, non parlo di queste cinque partite che mancano ma parlo anche in prospettiva futura. Acquisiremo sicuramente maturità e cattiveria in più che ci permetteranno di capire come si possano portare a casa certe partite, come è stata quella di Aprilia, in cui non si riesce a raddoppiare il vantaggio.

Di quanti innesti ci sarebbe bisogno per compiere questo salto di maturità?
In questo momento è riduttivo dirlo, è ovvio che c'è un cambio di generazione rispetto agli under che ci saranno. Abbiamo una buona ossatura per poter affrontare un campionato di vertice, è ovvio che manca qualche tassello per poter stare più tranquilli in virtù dell'esperienza che abbiamo avuto quest'anno patendo troppi infortuni e squalifiche. Credo che le squadre si facciano per coppie per quanto riguarda gli over, perché se un domani mi dovesse mancare Iadaresta devo avere qualcuno all'altezza di sostituirlo se si vuole pensare di vincere il campionato.

Senza parlare dell'esterno basso destro...
Per come sono abituato io a strutturare le squadre, in quel ruolo bisogna avere almeno tre giocatori della stessa età.

La maturità si acquisisce anche attraverso il consolidamento dello staff tecnico e della rosa?
Assolutamente sì, se pensiamo che la maggior parte dei giocatori del Rieti gioca insieme da tre anni. La Serie D non si programma: o vinci o partecipi, perché non sappiamo cosa succede a fine stagione in sede di ripescaggio. Nel caso del Latina penso sia un'eccezione, per il fatto che è partito ed è stato strutturato in ritardo. È stato fatto tutto in salita. Dal primo giorno in cui ho messo piede al Francioni ho predicato la programmazione. Credo di essere serio in quello che faccio, credo molto nel lavoro. Il Latina ha l'obbligo di programmare perché è partito in ritardo, il che significa fare mercato in ritardo, strutturarsi in ritardo e fare la logistica in ritardo. Ad oggi abbiamo un'organizzazione, al di là del calcio giocato, pari alla Serie B per biglietteria elettronica, steward e quant'altro. Piano piano stiamo trovando la giusta armonia e la giusta sinergia. Poi c'è il campo giocato, quando hai un terzino destro e ti si fa male devi andare a sopperire cambiando parecchio. Questo è un esempio banalissimo, ma dà l'idea delle difficoltà che si incontrano. In questo momento siamo nati, stiamo crescendo, stiamo cadendo ma ci vogliamo rialzare sempre. L'anno prossimo si ripartirà da zero a zero e tutti allo stesso livello.

Programmazione significa che hai già individuato gli under per l'anno prossimo?
La maggior parte sì, questo è un lavoro che si continuerà a fare perché nell'ambito delle strategie di mercato può cambiare tutto. 

È il caso di sperare nel ripescaggio?
Sì, ma non dipende da noi. Dobbiamo fissarci un obiettivo, che è arrivare alla fine del campionato facendo il massimo possibile. Non dipende da noi se ci saranno o meno i ripescaggi e in che modalità. Farei l'errore più grande se trascurassi il campionato di Serie D pensando che siamo già in C. Ho l'obbligo di pensare a quello che sarà il prossimo anno, che sarà sicuramente la Serie D. Se poi in sede di ripescaggio ci saranno i requisiti giusti e le forze giuste per poter ambire a questo campionato, che meritano la città e la proprietà per quello che sta facendo, in primis il presidente Terracciano, sicuramente ci faremo trovare pronti. Non ci spaventerebbe il fatto di fare un mercato all'ultimo momento, sarebbe l'ultimo dei problemi. 

Anticipando il cambio di allenatore si sarebbero potuti fare più punti?
Non lo so perché non ho la sfera magica. In questo momento il mister sta facendo un buonissimo lavoro, quello di ricompattare tutto l'ambiente. Ad oggi abbiamo un sistema di gioco ben consolidato, una squadra e dei giocatori che sono stati rivalutati e che ci stanno dando delle soddisfazioni. Con Pascucci parliamo di due sconfitte, penso che abbia fatto un trend abbastanza positivo. La mentalità vincente si acquista vincendo e sapendosi rialzare. Quando lo si fa, ci si rialza tutti insieme e bisogna spingere nuovamente verso l'obiettivo. 

Non ci sono altri rigoristi?
Non spetta a me rispondere. Posso solo dire che Iadaresta è il primo dispiaciuto per il rigore sbagliato domenica. Gli ho detto che i rigori li sbaglia solo chi li tira, chi si prende la responsabilità di un gesto tecnico così pesante in virtù del risultato che poteva cambiare. Gli ho detto di stare tranquillo, quello che ha fatto Pasquale quest'anno è qualcosa di eccezionale. Il mister, insieme a Pasquale, decideranno il meglio se e quando si ripresenterà la possibilità di calciarne uno.

Cosa ti aspetti dal match di domenica con l'Anzio?
Una partita importante, una ferocia agonistica che deve cancellare quello che è stato domenica. Mi aspetto una squadra cattiva, aggressiva e che abbia voglia di prendersi tre punti. Con la mentalità giusta e con il pensiero che deve avere ogni giocatore di aver raccolto meno di quanto abbia dato tra Aprilia, Albalonga e Lanusei. I ragazzi devono stare tranquilli, ho piena fiducia in loro. Domenica mi aspetto una grande partita.

Quanti punti da qui alla fine?
Credo che dobbiamo ragionare per step. Domenica è un derby, una partita importante contro una squadra che non è finita e che sarà vogliosa di fare punti. Noi dobbiamo farci trovare pronti, sappiamo che sarà una partita diversa rispetto alle altre. Dobbiamo pensare che per continuare il nostro cammino e per non gettare al vento quanto di buono fatto finora, dobbiamo per forza di cose fare i tre punti.

Giudicheresti soddisfacente il raggiungimento del quinto posto?
Non mi fisso obiettivi a lungo termine, ragiono sempre partita dopo partita. Per me è importante quella di domenica per capire se veramente c'è una reazione dopo aver preso quattro gol in quella maniera. Per chi ha visto la partita, non era assolutamente un Latina morto o che non abbia creato nulla. Credo che il raggiungimento dei play-off sia di vitale importanza per noi, se sarà il quinto posto ce lo prenderemo e andremo a giocare fuori, dove i nostri tifosi ci saranno sicuramente vicini.

Cosa bisogna fare per far avvicinare la città al Francioni?
Lo dico continuamente ai ragazzi: dobbiamo portare un obiettivo alla città e alla proprietà. Dobbiamo far capire che siamo vivi e l'importanza di indossare questa maglia. Latina non merita la Serie D, ma dobbiamo essere consapevoli che nulla ci è dovuto. Le cose si conquistano tutti insieme, con umiltà e programmazione. Quest'anno ragioniamo per i play-off, poi il prossimo ragioneremo se ci sarà l'opportunità di raggiungere un sogno, altrimenti ci rimboccheremo le maniche e andremo avanti con molta umiltà a fare il campionato di Serie D da protagonisti. Se nel percorso di Serie D qualcosa dovesse andare storto, sarò il primo a fare mea culpa, alzare i tacchi e andare via. In tutto quello che faccio ho senso di responsabilità e questo non mi spaventa. Sono convinto che il lavoro paga e che i ragazzi si toglieranno ancora soddisfazioni. Questa settimana ho preteso che ci fossi io in conferenza stampa e nelle trasmissioni perché è giusto che ci metta la faccia io quando le cose vanno male. Quando vanno bene è altrettanto giusto che si prendano i meriti l'allenatore e i giocatori. Questa cosa non mi spaventa perché ho la coscienza pulita e lavoro in maniera seria. Li ho lasciati tranquilli, le critiche ci sono e se è costruttiva la accetto perché fa parte del percorso.

Quale può essere l'uomo della provvidenza in questo rush finale?
Non credo nell'uomo della provvidenza, ma credo molto nella compattezza del gruppo e nell'unità della squadra. I giocatori devono darsi una mano nei momenti difficili e gioire in quelli belli. Gruppo e squadra sono due cose ben diversi, quando si diventa squadra significa che ognuno ha il suo ruolo ben definito. Quando c'è tutto questo, siamo un passo avanti.

Come sta Olivera?
Bene, lo vedo preso e voglioso di voler dare una mano a questa squadra e soprattutto a questa città. Io vivo molto di percezioni e ho quella che lui abbia un amore che vada oltre per questa città e per questi colori. Sicuramente ci darà una mano importante, ci aspettiamo che ci faccia la differenza e ci porti in trionfo nei play-off.

Avete provveduto a blindare Iadaresta?
Non si tratta di blindarlo. Sai quello che lasci, ma non sai quello che trovi. Ringraziando Dio questo è il secondo anno che ho Pasquale in squadra, molto probabilmente perché si fida di me e perché gli prospetto la cosa più importante per un giocatore, ovvero la serenità della società. Finito il campionato è libero di fare le sue scelte, però vedo molto attaccamento a questo giocatore da parte della gente. Mi auguro di trattenerlo e farò di tutto per riuscirci. È un giocatore importante e ha la giusta maturità per capire che Latina, in Serie D, in C o in B, è una piazza invidiata da tutti.