Mancini rilancia: "Il progetto non cambia: prima la salvezza, poi la Serie A. Vivarini è un uomo-azienda e resterà. Il nostro Latina sarà così"

 di Marco Ferri  articolo letto 3099 volte
Mancini rilancia: "Il progetto non cambia: prima la salvezza, poi la Serie A. Vivarini è un uomo-azienda e resterà. Il nostro Latina sarà così"

La conferenza stampa integrale di Benedetto Mancini, che con la sua Mens Sana Latina Srl si è aggiudicato il terzo esperimento d'asta per l'acquisizione del titolo sportivo del Latina, andata in scena al Park Hotel.
"Questa conferenza stampa l'avrei fatta lo stesso, vinta o persa l'asta. Avevo chiesto ai proprietari del Park Hotel prima di presentare la busta, per fare questo incontro con gli amici stretti, i collaboratori e tutti coloro che da qui in poi lavoreranno insieme a noi. Non soltanto chi sta in società, il lavoro va fatto con collaboratori, tifosi e società. Grazie a tutti, sono stati 40 giorni duri, anzi 118 a partire dal 28 dicembre. Continuo, come ho detto l'altro giorno in Tribunale, ogni volta che hanno messo in dubbio quello che stiamo facendo lo abbiamo smentito coi fatti. Questo è un giorno che ci stiamo godendo tutti, quando il giudice ha aperto la busta e ha dato l'aggiudicazione è stato un momento emozionante. Ci siamo guardati con Daniele e Renato, era il primo passo di un progetto che dal 10 febbraio, da quado con Archidiacono ci siamo messi seduti, doveva arrivare al risultato di oggi. Grazie anche a tutti quelli che hanno manifestato interesse per il Latina, noi lo abbiamo fatto materialmente. Grazie allo staff che ho scelto e messo in piedi, dall'avvocato Archidiacono, dal dottor D'Addessi all'avvocato Di Cintio. Poi gli amici, Daniele Muscariello che dal 9 marzo in poi non c'è stato giorno in cui non ci siamo scambiati una telefonata. Grazie allo staff del Latina, mi fa piacere la rappresentanza dei giocatori con Pinsoglio, Bruscagin e Jordan. Ho cercato in qualsiasi momento di dare un messaggio tramite le persone che ho portato a Latina, tutte persone che hanno manifestato unione e collegamento tra quello che facevamo. Oggi è il punto di inizio di un progetto, lo avevamo interrotto e lo abbiamo ripreso. Ieri ero a Salerno, e ancora tanta gente ci ha dimostrato di credere ad un Latina che si possa salvare, la matematica è dalla parte nostra e gli altri non sono fenomeni. Lo dimostriamo sempre dominando nel primo tempo. Dobbiamo credere in un progetto importante per la società, per i tifosi e per tutto quello che si può creare per questa piazza. Porteremo avanti un progetto sui giovani e sulle scuole calcio per far sì che questa società sia un fiore all'occhiello per il calcio italiano. Il nome rompe con i vecchi schemi, vogliamo essere invidiati e ricercati dal resto d'Italia.
La Mens Sana ha sede a Latina ed è affiliata alla Federazione Giuoco Calcio con la matricola 946662. Non è vero che abbiamo comprato il Nuovo Latina, ci serviva un campo per la disponibilità e ci è stata concessa. La Mens Sana è nata il 30 marzo, i progetti sono quelli che avevo annunciato qualche tempo fa. In più ci sarà uno scambio d'azioni con il Levski Sofia, lavoro da anni con il governo bulgaro. Prenderò una parte delle loro quote e loro prenderanno una parte delle quote del Latina, per far sì che il progetto diventi internazionale: scambio di giocatori, partite internazionali e scuole calcio. Il progetto è quello che ci siamo detti sempre. Nella Serie B ci credo, l'ho detto ieri e ne ho parlato con qualche ragazzo. Ci sono 18 punti a disposizione, abbiamo dimostrato di giocarcela con qualunque squadra. Andiamo avanti a lavorare per far sì che il 18 maggio possiamo festeggiare qualcosa di meritato. Ieri anche Mezzaroma e Fabiani hanno detto che non meritiamo quella posizione. A questo punto della stagione serve crederci, ieri abbiamo preso il primo gol perdendo tre contrasti e facendo realizzare a Rosina il suo primo gol in carriera col destro. Mercoledì l'assegno è arrivato tardi, non c'era nessuna pantomima e nessun teatrino. Se qualcuno ne parla ancora, è meglio che vada al Gianicolo a vederle. Abbiamo dimostrato tanta serietà, quello che chiedo è che sabato siamo vicini a questa squadra, che va aiutata e sostenuta. Lo stadio torni ad essere pieno, affinché tutti si convincano che quello che abbiamo fatto è importante perché ci crediamo. Tutti coloro che stanno vicini alla società devono sapere che chiudere oggi l'aggiudicazione è impresa, non cosa da pazzi. Potevamo aspettare la quinta asta, non lo abbiamo fatto perché abbiamo fiducia. Farlo il 27 aprile significava non credere in quello che fanno tutti i giorni i giocatori e la società. Mi farebbe piacere vedere che i leoni tornino a ruggire, con lo sguardo cattivo, agonistico. L'avversario ha due gambe e due braccia come te, tu hai voglia di batterlo perché tieni alla maglia con tutte le difficoltà che ci sono state dall'inizio dell'anno. Mancano 18 punti, tutto questo serve affinché tutti possiamo festeggiare insieme qualcosa di importante il 18 maggio, che sia almeno il play-out. Ieri bastava chiudere 2-0 il primo tempo per chiudere la partita, adesso c'è bisogno di metterci tutti insieme ed essere convinti che l'investimento, la voglia e lo sforzo che sto facendo io con tutti quelli che mi stanno accanto, non sia stato vano. Chiedo a tutti i tifosi di venire allo stadio, di stare vicino alla squadra. Lasciamo perdere le critiche, dobbiamo solo incitare. Daniele Muscariello mi è stato vicino in tutto questo tempo e proseguirà nella società con tanta passione. Abbiamo vissuto giornate preparatorie, mi faceva piacere che in questo momento di rilassatezza ci fosse.
Adesso c'è da lavorare, da iniziare quello che è stato progettato. C'è tanto da fare, c'è da fare sull'attività giovanile e una struttura che sia all'altezza. Mens Sana Latina sarà una delle società leader in questo settore, i programmi saranno delineati piano piano nei particolari. Sarà qualcosa che ci consentirà di creare una struttura importante e invidiata. Tanta gente si è avvicinata in questi 40 giorni, chiedendoci la possibilità di darci una mano. Presenteremo i nostri progetti al Comune, speriamo di portare in dote la Serie B. Ci credo tanto, non scherzo né parlo a sproposito. Stamattina ho parlato con persone che di calcio ne sanno qualcosa e mi hanno confermato che c'è la possibilità di farlo. Adesso tutti devono sapere che esiste una società, che si impegna fin da oggi affinché tutto si possa organizzare. Penso che faremo il prossimo campionato di serie B con tanta dignità".

Vivarini?
Come ho detto ieri, se ha la stessa voglia che abbiamo noi lui è il mister del Latina. È stato capace, nei momenti bui, di tenere la squadra. Adesso deve credere in quello che stiamo facendo. Con lui lo devono fare i giocatori e lo staff, tutti nella stessa maniera. Devono credere nella volontà e nella voglia di questa società. Le altre squadre devono sapere che i leoni sono tornati a ruggire. Vivarini, da persona e tecnico intelligente e capace, capirà questo progetto. L'obiettivo è festeggiare insieme la permanenza in serie B.

Lei deve saldare 720.000 euro entro 15 giorni per essere operativo: quando pensa di saldarli?
Ampiamente prima del termine. Sono 684.000 euro per la precisione.

Se il Latina non dovesse salvarsi, che può dire in merito? Farebbe la Lega Pro con quali prospettive?
Un campionato di Lega Pro  con l'obiettivo immediato di tornare in B.

Sul Levski Sofia
Uno dei proprietari del Levski Sofia è mio socio, prenderà il 10% delle quote. Loro stanno lottando per la Champions League, i parametri sono diversi. Con Ivan siamo amici da tanti anni, ci sarà uno scambio perché è un progetto a livello internazionale per far crescere i giovani. Loro sono secondi in questo momento, sarà un progetto importante. Si aggregherà anche una squadra spagnola di Serie A.

Esclude che ci possano essere altre penalizzazioni?
Stiamo lavorando per dimostrare che tutto ciò che è accaduto è un problema oggettivo e non soggettivo. Il nostro è un caso unico, non come quello del Pisa. Stiamo sulle eccezioni che stiamo ponendo al TFN: dimostrare che non c'è stata mancata volontà ma impossibilità tecnica di fare qualcosa.

Rischiate di affrontare una spesa che è il quadruplo del titolo della Lega Pro?
Questo si chiama rischio di impresa, si fa un progetto pensando a pro e contro. Tutto sta nello spalmare il debito che vai ad accumulare. In B lo recuperi in tre anni, in Lega Pro in cinque. Questo è tutto un problema finanziario, non ho preso il Latina per prendere un appalto al Comune ma per fare un progetto aziendale-sportivo. Questa è un'azienda che annovera 500 persone e deve vivere di suo, facendo fatturato. Il progetto aziendale-sportivo messo in moto ha un ritorno in X anni con la B, in Y anni con la Lega Pro. Ogni cosa deve essere certificata, valutata e confortata. Il ritorno, se fatto bene, ce l'hai sempre. Quando decidi di intraprendere una strada del genere, sai che da qui ad X anni hai un ritorno economico. Chi fa impresa, lo fa per questo. Devi far sì che la struttura si sostenga.

La Cittadella dello Sport fa ancora parte del progetto?
Non è il nostro punto principale, in questo momento penso più ad un progetto sportivo-aziendale senza Cittadella dello Sport. Non ne abbiamo parlato nelle riunioni fatte, preferirei parlare di qualcosa sullo stadio come centro di aggregazione, fare prevenzione medico-sanitaria, lavorare sulle scuole. E' questo quello che dobbiamo fare, abbiamo tante di quelle strutture...Lo stadio è utilizzato solo al 10% delle sue possibilità. Le aziende sport possono far fatturato, i giocatori hanno la loro plusvalenza e questo va fatto. Dietro al lavoro tecnico, c'è quello logistico. Tutto fa fatturato e ti permette di fare una società sana, senza ricorrere a strategie pazzerelle.

Quali altre figure nell'organigramma societaria?
Ora non c'è nessun organigramma creato. Il presidente della Mens Sana sono io, i vicepresidenti sono Daniele Muscariello e mio figlio Enrico. Le figure presenti nell'organigramma del Latina sono quelle che abbiamo portato noi, da qui in poi la struttura societaria sarà chiara a tutti e con le stesse persone che già in parte hanno lavorato con noi. Qualche figura nuova, per settore giovanile e logistica, ci sarà. Il dilettantismo non ci interessa più perché non sposa con la parte finanziaria. La sola buona volontà non porta i risultati perché non fa professionismo. Non prendo il Latina per non fare nulla, ma perché gli interessi e gli obiettivi sono gli stessi che ho dichiarato sempre. Finora quello che ho detto si è avverato sempre, state attenti...

Hai già parlato con Vivarini?
No, oggi so che non c'è perché è andato a casa per il giorno di riposo. Ci incontreremo, per me Vivarini è la persona più onesta sulla Terra ed è un uomo azienda. L'azienda ha degli obiettivi, tutti devono avere la stessa volontà. Spero che i giocatori sappiano che qui c'è una società che ha questa volontà, che c'è qualcuno accanto a loro. Ci saranno tempi tecnici per il decreto del giudice Vaccarella, ma la società  c'è. Questo passaggio è già passato a livello nazionale. Il Latina non è più allo sbando, in 7 partite abbiamo fatto 2 punti perché non c'era più una società. I curatori non potevano incidere a livello sportivo. Già mi hanno chiamato in 27 per farmi i complimenti, ma i complimenti devono arrivare a un risultato. Adesso c'è qualcuno a cui interessa che la società rimanga in Serie B e nell'elite del calcio italiano. Siccome abbiamo dimostrato di poterlo fare, sono sicuro che da sabato la squadra dimostrerà contro la prima, come fu col Verona che era primo il 21 gennaio, la stessa cosa.

Col senno del poi riparlerebbe di serie A in tre anni?
L'ho detto prima e lo ripeto. Il progetto è quello del 28 dicembre, senza sapere dell'istanza del fallimento. Se non ci fosse stata l'istanza, t'avrei già risposto che ci credevo in tre anni. Se non saranno tre, sarà uno in più. Ho gli stessi identici interessi: dare la possibilità a questi tifosi meravigliosi di vivere qualcosa di importante. Ci riusciremo attraverso una struttura che funzioni. I 40 minuti di serie A sfumata col Cesena hanno rovinato questa società perché sono arrivati troppo presto. Hanno annebbiato l'obiettivo principale, che era quello di creare una struttura professionistica. Ora dobbiamo farlo, poi dobbiamo pensare al salto. Dal punto di vista logistico, umano e delle capacità non abbiamo nulla da invidiare. Non saranno tre, ma ci arriveremo sicuramente.