Rizzo: "Voglio almeno 21 punti nelle ultime 8 giornate. L'Albalonga l'avversaria più difficile"

09.03.2018 15:45 di Marco Ferri  articolo letto 422 volte
Rizzo: "Voglio almeno 21 punti nelle ultime 8 giornate. L'Albalonga l'avversaria più difficile"

Ospite di "Pane&Calcio" nel salotto di Domenico Ippoliti su SL48, il terzino del Latina Calcio 1932 Rosario Rizzo ha approfondito i temi di attualità in casa nerazzurra nella settimana di sosta del campionato che precede l'appuntamento con l'Albalonga. Il suo intervento riportato integralmente da TuttoLatina.com

Nonostante la giovane età hai girato mezza Italia
Sono un terzino sinistro che nell'ultimo mese e mezzo ha giocato a destra perché c'era bisogno di adattarsi. Per fortuna è andata bene. Sono stato a Siena, a Torino, a Budoni e Siracusa.

Hai iniziato con la Scuola Calcio di Totò Schillaci
Sì, io sono di Palermo e ho fatto cinque anni in quella Scuola Calcio. Poi sono andato proprio nel settore giovanile del Palermo e da lì al Siena.

Che poi è fallito facendoti proseguire a Torino
Lì ho fatto una bella esperienza col tecnico Moreno Longo, che oggi è a Frosinone. Ho fatto un anno di Primavera vincendo il campionato. È stata una bellissima esperienza che porto sempre nel cuore.

Da lì Siracusa e poi Budoni
Siracusa, Sardegna e poi Poggibonsi, sono tornato di nuovo su.

Qual è l'esperienza che ricordi con particolare affetto e che reputi più formativa?
Più formativa Torino, a Siena stavo ancora con i miei genitori perché si erano trasferiti lì. Quando sono andato a Torino sono rimasto solo, quell'anno ho dovuto fare tutto da solo. 

Non ti manca la Sicilia?
Un pochino, ho tutta la famiglia e i parenti lì. Questo è il mio lavoro.

Come mai hai accettato il Latina?
Perché è una piazza importante che ha fatto sempre categorie superiori. Non ci ho pensato nemmeno mezza volta.

Hai iniziato protagonista, dopo il tesseramento di Atiagli ti sei trovato la strada un po' sbarrata
Il calcio è così, c'è competizione. Il mister fa le proprie scelte, l'importante è sempre farsi trovare pronti. Che si giochi o non si giochi, è importante stare sempre con la squadra e dare il proprio contributo quando si viene chiamati in causa.

Cosa hai provato a fronte di quelle esclusioni?
È normale che stare in panchina è sempre una scocciatura. L'importante è non mollare mai, dare sempre il massimo durante gli allenamenti e dimostrare quello che si è quando si viene chiamati in causa.

Ti sei sempre fatto trovare pronto, la forza di questa squadra sono proprio i giocatori che giocano meno
Questa è una cosa importante, durante la stagione capitano infortuni e avere a disposizione gente che quando entra dà il massimo è sempre fondamentale.

Che partita è stata col San Teodoro?
Era difficile perché loro non perdevano da sette gare in casa. Era un campo difficile, siamo stati bravi a restare sempre sul pezzo. Anche se abbiamo fatto gol negli ultimi minuti, va bene così. Fa notare che con la testa eravamo in partita. Siamo riusciti a portare a casa il massimo, ne siamo tutti contenti.

Questa pausa arriva al momento giusto?
Serve a ricaricare le batterie e ad andare un po' a casa. Ci ricarichiamo un po' e pensiamo all'Albalonga.

Pascucci vi ha concesso una tregua ma si sta rifacendo con gli interessi...
Già oggi (ieri, ndr) ci ha massacrato, infatti alcuni stanno a letto...

Ti trovi bene col 4-3-3?
Sì, è un modulo che facciamo da quando è arrivato Pascucci. Mi trovo abbastanza bene.

Il 4-4-2 non poteva darti qualche possibilità in più di convivere con Nelson?
Sì, però facciamo questo e va bene così.

In passato sei stato al centro di una trattativa importante
Quando giocavo a Siena potevo rientrare in quella di Mattia Destro che doveva andare al Genoa. Fa sempre piacere rivedere certe cose.

C'è un po' di rimpianto per aver perso qualche treno importante?
Sì, un po' di scelte e di infortuni fastidiosi mi hanno un po' penalizzato. Nella vita mai dire mai.

Pensi di rimanere anche il prossimo anno?
Questo non lo so. Spero di rimanere perché sto benissimo anche al di fuori del campo, qui si sta veramente bene. Le scelte le fanno società e mister, attendiamo.

Magari in un'altra categoria
Speriamo di fare questo salto. Io ci credo, bisogna farlo. Dobbiamo dare il massimo e alla fine, se riusciamo a vincere i play-off, si vedrà.

Quanto vi forma stare accanto ad Olivera?
Ti insegna tanto perché è un ragazzo che ha un'esperienza importante. È una persona che dà sempre consigli e con cui puoi parlare di tutti. È un valore aggiunto all'interno della nostra squadra.

Pensi che debba ancora esprimere il suo reale potenziale?
Sì, perché non ha mai avuto la condizione adeguata.

Come sta adesso?
Meglio, si allena sempre con noi. Piano piano penso che rientrerà al massimo della condizione.

Starà al massimo per i play-off
Spero di sì...

Sul calendario
Le prime tre partite dopo la sosta sono difficili. Come sempre dobbiamo scendere in campo e dare il massimo, affrontarle con la massima concentrazione.

Su 24 punti in palio quanti ne vuoi raccogliere?
Spero 21, lascio una partita di bonus.

Tra le prossime, ripensando all'andata, qual è quella che ti è piaciuta di più?
Lo SFF Atletico a livello di gioco ed organizzazione. Adesso penso che la più difficile sia l'Albalonga perché l'Atletico sta avendo un calo che penso possa essere di carattere societario. 

Meglio giocarla di sera?
Sì, c'è più atmosfera.

Hai un obiettivo personale per questo finale di stagione?
Fare sempre bene quando vengo chiamato in causa. Quello è l'obiettivo principale, facendo bene viene tutto da sé.

Qualche messaggio da lanciare ai tuoi compagni?
Ce ne sono tanti, per non fare disparità o creare gelosie è meglio non dire niente.