Di Napoli: "A Latina ho trovato una squadra forte. Ora bisogna parlare poco e pedalare tanto"

21.11.2018 18:28 di Matteo Ferri  articolo letto 840 volte
Di Napoli: "A Latina ho trovato una squadra forte. Ora bisogna parlare poco e pedalare tanto"

La conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore del Latina Calcio 1932, Raffaele Di Napoli, raccolta da Tuttolatina.com : "Ringrazio il direttore Germano e il presidente Terracciano. Conosco la piazza , nel 2000 facevo il collaboratore di Attardi e per me è un onore rappresentare Latina. Ho una fame e una cattiveria tale che, quando mi ha chiamato Germano, non ho pensato per un attimo a rimanere in Serie C, dove ho allenato negli ultimi anni. Ho sentito dire che il gruppo qui non era unito ma sinceramente, per quello che ho visto, si tratta solo di pettegolezzi. Quando si cambia allenatore c'è sicuramente una sconfitta, anche perché siamo a undici punti dalla vetta ma da parte della società ho visto l'entusiasmo giusto. Domenica i tifosi veri hanno sofferto perché in questo momento c'è bisogno di compattezza. Voglio che questa squadra abbia una mentalità vincente, senza pensare a ieri o all'altro ieri. Sicuramente ci sarà chi proverà a mettere in mezzo chiacchiere e inciucio ma spero che la società mi segua nell'andare avanti verso la nostra strada. Ora dobbiamo pensare ad affrontare il Cassino con la giusta cattiveria. Da qui a dire di vincere il campionato ne passa, ora dobbiamo pensare partita per partita."

Anche Sezze nel tuo passato?
Sì, dopo Latina sono andato a Pagani e poi a Sezze con Pucciarelli.

Come hai visto il Latina domenica?
Li conoscevo già, anche se ho diretto solo la rifinitura di sabato. Se ho accettato l'incarico è perché ritengo che la squadra sia forte. Non mi interessa quello che è successo prima, se siamo a -11 dal Trastevere ci sono sicuramente dei problemi ma noi dobbiamo essere bravi a capire quali sono questi problemi e a infondere ottimismo ed entusiasmo. Domenica il merito è tutto dei ragazzi, io a loro ho detto solo di andare in campo e divertirsi perché per me sono i più forti. I complimenti vanno a loro e a chi ha costruito la rosa, il mio compito è quello di fare meno danni.

Messina e Akragas si sono salvate, tu qui punti a vincere.
A Messina sono arrivato sesto e con la formula attuale saremmo andati ai playoff. Ad Agrigento ci siamo salvati facendo un campionato dignitoso con una squadra molto giovane, l'anno scorso è andata come andata e a febbraio sono andato via.

Che ragazzi hai visto a Latina?
Molto interessanti, Quagliata e Barberini ad esempio hanno un buon avvenire. Devono crescere, sbagliare e devono essere aiutati. Attingeremo sicuramente dalla Juniores e dagli Allievi perché per sostenere la società bisogna anche far crescere il settore giovanile.

Domenica 4-3-3, ma tu giochi anche col 4-2-3-1.
Io parto dal fatto che non esistono moduli. Con Campilongo giocavamo col 4-3-3, ad Avellino facevamo il 4-2-3-1 con Sforzini davanti. Ad Agrigento mi è capitato di giocare col 3-5-2 contro corazzate come il Lecce. Quello che conta sono i concetti di gioco. Se io mi devo difendere posso difendermi con gli esterni e far diventare un 4-5-1, ma se attacco mi servono più giocatori in avanti. Se hai concetti di gioco puoi trasmettere quelli ed è un vantaggio, soprattutto nel caso del Latina che ha tanta qualità. Io devo fare in modo di farli esprimere al cento per cento.

Come hai trovato lo stadio e la piazza?
Lo stadio l'ho trovato rifatto. La piazza è sicuramente delusa perché pochi anni fa lottava per la Serie A. La società sta cercando di ricostruire. Quando si tocca l'emozione di giocare per la Serie A e a distanza di qualche anno ti ritrovi senza neanche il materiale tecnico, è chiaro che da parte della piazza c'è delusione e disfattismo. Bisogna ricostruire l'entusiasmo, parlando poco e pedalando molto. Gli allenamenti saranno a porte aperte, venite a vederli. Da parte nostra daremo il massimo, se gli avversari correranno più di noi gli stringeremo le mani.

Sei un motivatore.
I protagonisti sono i giocatori, io devo trasmettere le emozioni. Non sono appariscente, mi piace essere molto incisivo perché dobbiamo fare risultato ed essere concreti.

La scossa forse andava data prima
Parlato è un signor allenatore, ha vinto quattro campionati e non si discute in questa categoria. La società aveva preso il miglior allenatore possibile, se poi non sono arrivati i risultati le ragioni possono essere svariate.

Allenamenti a porte aperte?
Sono contento quando ho ospiti che guardano, da solo mi annoio.

Come ha trovato la squadra dal punto di vista psicologico?
Potete immaginarlo. Una squadra che viene chiamata a fare un certo tipo di campionato e si ritrova a -11, non è nelle migliori condizioni. Io sabato gli ho chiesto di tirare fuori l'orgoglio e l'amor proprio, perché sono tutti giocatori che hanno fatto campionati e categorie importanti. Domenica ho fatto i complimenti ai ragazzi per quanto sono riusciti a tirare fuori. Ho sentito chiacchiere stupide sul fatto che forse stavano giocando contro l'allenatore, a me sembra assurdo che un giocatore possa giocare contro qualcuno. Forse domenica hanno fatto come a scuola, quando arriva il nuovo professore tutti si alzano e salutano. Ai ragazzi chiedo di continuare a fare così sempre, non solo il primo giorno.  

Il campionato ci sta aspettando
Da gennaio in poi dobbiamo cercare di rimanere nella scia delle prime. Se il Trastevere non avesse vinto negli ultimi minuti ad Anzio gli avremmo recuperato due punti. Adesso dobbiamo andare a Cassino con l'atteggiamento giusto, lottare su ogni pallone per cercare di vincere la partita