AccantoNando il bomber. Sforzini vittima illustre del ribaltone Breda

A Cittadella il miglior marcatore nerazzurro si è accomodato in panchina per la terza volta di fila
11.11.2014 17:33 di Marco Ferri   Vedi letture
AccantoNando il bomber. Sforzini vittima illustre del ribaltone Breda

Che fine ha fatto Ferdinando Sforzini? Qualcuno giura di averlo visto sbagliare un gol facile facile a Cittadella, in un assalto finale non capitalizzato a dovere dall’undici pontino, ma dell’unico attaccante ad aver trovato con regolarità la via del gol nel primo quarto di campionato si stanno perdendo progressivamente le tracce. Con quella del Tombolato le panchine consecutive dell’ariete di Tivoli sono diventate tre. Dopo aver guardato i compagni giocare a La Spezia, ed essere subentrato a Bruscagin al rientro dall’intervallo nel derby, il “tagliagole” ha messo insieme una manciata di minuti che non può soddisfarlo e non risparmia l’apertura di un piccolo caso. Chi capta gli umori che filtrano dalla ex Fulgorcavi giura che alla base delle esclusioni di Breda ci sarebbe la scarsa mobilità garantita dal numero 32, elemento statico e incapace di fornire la profondità di cui le squadre del tecnico trevigiano necessitano per alzare l’asticella della pericolosità. Esempio in grado di giustificare questa tesi è l’impiego, nel pantano padovano, di quel Petagna che ha costantemente agito sul lungo, favorendo così gli (sporadici, a dire il vero) inserimenti delle mezzali. Un lavoro molto simile a quello offerto da Jefferson nella scorsa stagione, che impegna i centrali avversari – costretti a scivolare sull’esterno con regolarità – ma si esaurisce con lo sfinimento di chi lo svolge, sebbene le statistiche dell’ultimo impegno suffraghino le scelte tecniche. Non è un caso, però, se tanto il giovane triestino quanto il brasiliano segnino infinitesimamente meno di Sforzini, bomber capace di andare a bersaglio quattro volte al netto di appena 19 tentativi. Una gioia, in media, ogni cinque tiri (sul dato pesano i rigori sottratti, e sbagliati, da Crimi e Viviani contro Bologna e Frosinone), da solo più di quelle trovate, sommandole, da tutti gli altri esponenti della prima linea, fermi a tre equamente divise tra Doudou, Paolucci e Pettinari, con i più giovani del lotto (Petagna e Talamo) ancora al palo. La fotografia del periodo delicato è nel destro spedito contro la figura di Valentini, quando la palla gli è parsa pesante come fosse uscita da un cannone. Se i bomber di razza vivono di momenti, di quelle scintille la cui fiammella può durare anche un lungo periodo, la ricerca di quello propizio si intreccia a doppio filo con le decisioni di Breda, che nel gioco delle coppie ha finora fatto ruotare tutti gli avanti a disposizione. Sforzini, che mai nella sua lunga carriera si era ritrovato a giacere sul fondo della classifica, ha esperienza e personalità per uscire in fretta delle difficoltà e confermarsi lo stoccatore da doppia cifra propedeutico alla salvezza collettiva. A patto che gli venga fornita un’opportunità per rispondere alla domanda che in pochi, non più di 20 giorni fa, avrebbero pensato di dover fare con una preoccupata insistenza.

In collaborazione con Il Giornale di Latina