È un Latina indecifrabile

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calcio
13.12.2016 13:00 di Vincenzo Abbruzzino   Vedi letture
È un Latina indecifrabile

Faccio fatica a capire questo Latina. Un giorno ti ritrovi a scrivere che è una squadra priva di personalità ed una settimana dopo quegli stessi giocatori, per giunta privi della fisicità strabordante di Mariga, ti snocciolano una prestazione di grande carattere, una prova che di diritto finisce nella storia minima del club e della stagione in corso.
Il Latina sabato ha giocato con lo stesso spirito con cui l’Entella e ancora prima la Salernitana erano riuscite a conquistare il pareggio al Francioni. Meglio, l’Ascoli nonostante il vantaggio e il sostanziale controllo della partita, ha evidenziato gli stessi timori che in cinque occasioni hanno portato il Latina ad essere raggiunto. Un rispecchiarsi nell’avversario da cui i nerazzurri dovrebbero trarre insegnamento: avere capito come colpire l’Ascoli può avere insegnato a Bruscagin e compagni come evitare di cadere negli stessi errori dei marchigiani, nei propri errori del recente passato. 
Al Del Duca non è stata però soltanto una questione di carattere. Questa volta Vivarini ha azzeccato in pieno le sostituzioni, nei tempi come negli uomini. L’inserimento di due giocatori con caratteristiche offensive come Rolando e Paponi nonostante l’inferiorità numerica ed un avversario che dava l’impressione di potere largheggiare, non solo ha costretto l’Ascoli ad arretrare, a un atteggiamento più prudente, ad allargare le proprie maglie (vedi dinamica del secondo gol di Scaglia), ma ha lanciato un segnale forte e chiaro alla squadra, che ha reagito, che non si è arresa. Proprio quello che fin qui è mancato nei confronti al Francioni, quando prima ancora degli uomini in qualche occasione a non convincere sono stati i tempi delle sostituzioni.