Esclusiva - Bencivenga: "Meglio tornare dal Francioni coi punti che con le foto. Siamo pronti a dar battaglia a un Latina fortissimo"

04.11.2017 19:45 di Marco Ferri   Vedi letture
Esclusiva - Bencivenga: "Meglio tornare dal Francioni coi punti che con le foto. Siamo pronti a dar battaglia a un Latina fortissimo"

Giovani a confronto. Per un Latina che sta ottenendo buona parte dei suoi risultati grazie all'apporto della linea verde, c'è un'Aprilia che da anni ricava le soddisfazioni maggiori della sua prima squadra grazie al continuo flusso proveniente dal vivaio. Una regola alla quale si è sottratto Pietro Bencivenga, terzino sinistro classe 1998 svezzato calcisticamente altrove, ma già punto di forza della Rappresentativa Juniores che ha sfiorato il Torneo delle Regioni nella primavera scorsa e ormai da tre anni stabilmente tra i grandi. Dopo l'apprendistato con il Cedial Lido dei Pini in Eccellenza, alla corte di Aldo Panicci, da due stagioni è uno dei punti dei titolari inamovibili della banda Venturi che si presenterà domani al Francioni col dente avvelenato per la sconfitta subita in rimonta dalla capolista Rieti. Alla vigilia del match ecco le sue dichiarazioni rese in esclusiva ai microfoni di TuttoLatina.com 

Siete partiti a rilento e avete cambiato marcia ad ottobre. Era solo questione di adattamento alla categoria o ci sono altre ragioni dietro alla svolta?
Il motivo principale è da ricercare nella crescita della conoscenza di un gruppo che era cambiato in estate, anche se l'adattamento alla categoria è sicuramente un altro fattore da tenere in considerazione. Venivamo dall'Eccellenza e ci siamo trovati a fare i conti con un campionato nel quale si riduce al minimo il margine d'errore e nel quale vieni punito alla prima sbavatura. 

Domani il Latina: come l'avete preparata e che partita ti aspetti?
Sappiamo che ci aspetta una partita difficile perché loro in casa non hanno mai perso e hanno giocatori importanti. Noi viviamo un periodo di fiducia e speriamo di continuare a fare punti. Quella di Chiappini è una buonissima squadra, ma noi ce la andremo a giocare senza passare da vittime sacrificali.

Come si ferma una squadra che in casa ha sempre vinto e ha realizzato finora 15 gol subendone soltanto uno?
Con la cattiveria agonistica, la giusta motivazione e l'organizzazione. Abbiamo lavorato e li abbiamo studiati, sarà una garnde battaglia. La nostra è una squadra che se non dà tutto quello che ha non riesce a fare punti. Magari può esserci qualche limite tecnico che bisogna limare facendo ricorso ad altre caratteristiche, quale può essere la cattiveria. È una cosa che abbiamo capito nelle ultime settimane e che stiamo rendendo un nostro punto di forza.

Venturi ha detto che non dovete andare al Francioni a fare i turisti con lo smartphone...
Farci le foto al Francioni non è male (ride, ndr)... Il mister ci motiva sempre con la stessa carica, dobbiamo andare concentrati e convinti di poter far bene. Di sicuro al Francioni le foto escono bene, ma è più importante uscire dallo stadio con i tre punti che non con un selfie ben realizzato. 

Per molti di voi sarà la prima volta davanti a quasi 2000 spettatori: come si gestisce la tensione?
Il fattore campo darà al Latina una grande mano, per questo motivo è riuscito a vincere sempre davanti al pubblico amico. L'importante è essere cattivi e concentrati. Del resto il pubblico farà da cornice, ma i protagonisti in campo saremo noi.

Dalla tua parte agirà un Tribuzzi in gran forma...
A memoria non credo di averlo mai affrontato, ma mi aspetto un giocatore in grande spolvero e motivato e, proprio per questo, ancora più pericoloso. Li abbiamo studiati, non bisogna concentrarci su un solo giocatore perché il Latina ne ha tanti molto forti nella batteria avanzata. 

Avete già incontrato Atletico Sff, Trastevere e Rieti: che impressione ti hanno fatto e come vedi la corsa per il primo posto?
Per il primo posto sarà una lotta a tre o quattro, con Trastevere, Latina e Albalonga ad aggiungersi alle prime due di adesso. Tra quelle citate noi abbiamo sconfitto il Trastevere (proprio con un suo gol decisivo, ndr) e perso con le altre due. Il minimo comun denominatore è la forza dei singoli, oltre che del collettivo. Tutte quante hanno individualità in grado di spezzare in due la partita con una sola giocata.