Latina, Di Napoli: "Lette tante cavolate. Voglio una squadra ignorante"

11.07.2019 18:08 di Matteo Ferri   Vedi letture
Latina, Di Napoli: "Lette tante cavolate. Voglio una squadra ignorante"

Prima conferenza stampa della stagione per l'allenatore del Latina Calcio 1932, Raffaele Di Napoli. Le parole del tecnico nerazzurro riportate da Tuttolatina.com

Come ripartite e che percezione c'è?
Ripartiamo come ci siamo detti con la società, io non sono un uomo mediatico e preferisco lavorare sul campo. Nella mia prima conferenza stampa a Latina un giornalista sottolineò che ho esordito nel 2000 a Sezze. Per me è un orgoglio essere partito dal basso. Latina è una società snella, che va avanti tra mille difficoltà e mille diffidenze. Sui social si scrivono tante cavolate, qui a capo della società c'è una persona che sta facendo tanti sacrifici. Se mi hanno confermato significa che hanno visto in me qualcosa di importante soprattutto dal punto di vista umano. Stiamo costruendo una squadra che combatta per la maglia. Io chiedo ai giornalisti di essere un corpo unico con noi. Ringrazio il direttore sportivo, che spesso viene criticato, perché la rosa che sta venendo su mi piace molto. Io voglio una squadra feroce e ignorante e dobbiamo lavorare in silenzio, a testa bassa, per cercare di vincere più partite possibili. I tifosi hanno il diritto di contestare se necessario ma applaudire se ci sono le prestazioni giuste. Invito tutti a venire a vederci sul campo, ho letto cose senza senso sul fatto che la squadra verrà costruita con i giocatori di mio fratello perché fa il procuratore. Io e mio fratello siamo legati solo da un legame affettivo e parentale, non c'è altro e se Bruno viene al campo è solo perché ha il piacere di vedere gli allenamenti del Latina. Per vincere bisogna partire dal basso.

Cattiveria e fame sono mancati l'anno scorso?
Io posso parlare dal 15 novembre in poi. Da quel momento è stata cambiata una squadra che era stata costruita con grandi investimenti. Io sono soddisfatto dell'impianto di gioco e della mentalità che abbiamo dimostrato, al netto di alcune partite che abbiamo toppato come quella in casa col Cassino che, vincendola, ci avrebbe permesso di entrare nei playoff. La scorsa stagione mi ha permesso di farmi conoscere dal presidente e dalla società, quest'anno dobbiamo far riavvicinare le persone allo stadio. Posso garantire che i miei tifosi saranno orgogliosi della squadra e dico ai giornalisti di venire a vederci durante la settimana, non scrivere per sentito dire. Siamo caduti e vogliamo tornare dove eravamo, ma per farlo ci vuole tempo. Se volete sentirvi dire che vinceremo il campionato, avete sbagliato persona.

Tatticamente che modulo sceglierà?
I moduli non contano, contano i concetti di gioco. Potrei ripartire dal 3-5-2 dell'anno scorso ma abbiamo preso giocatori che a partita in corso ci permettano di cambiare e vivere due partite in uno. Io spero sempre di fare un calcio propositivo, con le ali e almeno due attaccanti in avanti.

Quali giocatori rimarranno?
Restano Ranellucci, Galasso, Nelson, Begliuti, Barberini, Fontana, Sanna, Tinti. Porteremo su qualche ragazzo della Juniores come Beccaceci, Choutil, Veneziani, ragazzi che sono di Latina e alcuni di loro hanno già giocato in prima squadra. Per quanto riguarda gli acquisti, sono arrivati Cunzi, Cardella e Corsetti, domani dovrebbero arrivare Gerevini e Del Duca.

Uno che non rimarrà è Cittadino, uno dei migliori nell'ultimo biennio.
Non abbiamo fatto più conferenze dalla fine del campionato, probabilmente sbagliando. Voi giornalisti siete rimasti all'oscuro di tutto ma avevate necessità di scrivere e per questo a volte vi siete trovati a scrivere cose inesatte che hanno inciso negativamente anche sulla tifoseria. Cittadino è un giocatore molto importante, che merita categorie superiori, ma nel mio modo di vedere il calcio non va bene. Io ho bisogno del gruppo e non del singolo. Cittadino non rientrava in un certo contesto tecnico ed è stata fatta una valutazione.

Gli under?
Metteremo un over e un under sugli esterni, i due difensori saranno '99. Abbiamo preso Del Giudice e Thiago Cazè. Adesso sono i giocatori a proporsi per venire qui a Latina e questo è un orgoglio. Significa che il presidente ha fatto un grande lavoro.

Che campionato sarà?
Equilibrato, vedo che molte si stanno rafforzando ma noi siamo il Latina. Dobbiamo avere rispetto per tutti ma vogliamo mettere immediatamente delle basi sul piano della convizione. Per creare entusiasmo c'è bisogno di lavoro e della testa adatta perché quella farà la differenza.

Si è mai sentito in discussione, anche nel rapporto con la piazza?
Assolutamente no, io sono stato tifoso del Latina, ho iniziato qui e conoscevo bene la città. Ho avuto la fortuna di conoscere questa società e fin da subito mi è sembrato il contrario rispetto a ciò che avevo letto in giro. Io posso piacere o non piacere come professionista, ma l'importante è avere la stima come uomo e questa c'è sempre stata in questa società. Per quanto riguarda la città, chi mi conosce e mi ha visto lavorare sa come e quanto lavoro.