Cisotti, non c'è due senza tre

07.06.2014 07:48 di Marco Ferri  articolo letto 306 volte
Cisotti, non c'è due senza tre
Sogna un gol e ha già pronta la dedica. Che sia uomo da play off lo ha dimostrato nella passata stagione, seppure nel campionato dei più piccoli, con la maglia del Chievo. Nella post season della Primavera, infatti, prima di arrendersi in semifinale alla Lazio realizzò due reti contro il Napoli e una contro la Juventus guidata da Marco Baroni e nella quale venne preso in custodia da Magnusson e Rugani, due che si è poi ritrovato contro al Francioni con le maglie di Spezia ed Empoli.BASTONE E CAROTA - Juri Cisotti è il ragazzo delle grandi occasioni, lo smoking da esibire nelle serate di gala. A Latina è arrivato in punta di piedi, accompagnato dallo scetticismo che attiene a chi non si è mai misurato con i professionisti: "L'impatto è stato particolare, non ero mai stato in uno spogliatoio di uomini", rivelerà qualche mese più tardi, confermando come l'apprendistato, reso ancor più traumatico dai pesanti carichi di lavoro di Auteri, sia stato tutt'altro che una passeggiata.DEDICA PRONTA - Con Breda le prime soddisfazioni e la metamorfosi da numero a risorsa: 16 presenze (alle quali si aggiungono quella da titolare in Coppa Italia a Crotone e la manciata di minuti all'esordio ad Empoli), un gol e due assist, bonus conquistato interamente in due sole trasferte, quelle di La Spezia e Cesena. Dati che, se decontestualizzati, non aiutano a cogliere la cifra di una crescita di personalità ancor prima che tecnica. Oggi, a poco più di 24 ore da quella che si spera essere soltanto la prima delle quattro "partite dell'anno", il giovanotto friulano è a tutti gli effetti un calciatore di prima fascia per la categoria. Uno che non teme il rientro di Jonathas ma, anzi, può servirsene per confermare la titolarità sfruttando al meglio la predisposizione a muoversi sul filo del fuorigioco: "Spero di riuscire a trovare la via del gol, i nostri tifosi si meritano altre soddisfazioni", ha ribadito nella settimana delle bocche cucite. Per farlo dovrà battere un piccolo record personale: conquistare la maglia da titolare per la terza partita consecutiva. Non una salita impossibile per chi ha esibito, come biglietto da visita da matricola, lob e colpi di tacco con la naturalezza del più navigato dei brasiliani.