Fuori come va? - Gli "scarti" di Lucchesi fanno le fortune degli altri

 di Marco Ferri  articolo letto 1758 volte
© foto di Federico Gaetano
Fuori come va? - Gli "scarti" di Lucchesi fanno le fortune degli altri

"Se guardate le presenze attive e che hanno lasciato una traccia negli ultimi sei mesi, ne sono rimasti tutti tranne uno". Così parlò Fabrizio Lucchesi all'indomani della chiusura del calciomercato di gennaio, quando parve chiaro anche agli analfabeti del pallone come e quanto la rosa nerazzurra si fosse indebolita. Una sensazione presto suffragata dal campo, se è vero che dalla sera del 31 gennaio ad oggi gli uomini di Vivarini hanno raccolto appena 7 punti in 13 gare sprofondando all'ultimo posto e perdendo - nel solo periodo in questione  - la bellezza di 6 punti dalla Ternana (al netto dello scontro diretto vinto al Liberati), 11 dal Cesena, 12 dal Trapani e 14 dalla Pro Vercelli, ovvero le avversarie a loro più vicine in classifica all'imbocco del girone di ritorno.
Un abisso che adesso è facilmente addossabile alla curatela, rea di non aver potuto "incidere a livello sportivo", ma che in realtà è in buon(issim)a parte attribuibile alla dispersione del patrimonio tecnico messo a disposizione di Vivarini tra luglio e agosto, un sacrificio necessario ma non indispensabile, servito ad alleggerire il debito sportivo ma non ad evitare il fallimento né a portare denaro "fresco" nelle casse societarie, come spiegato dagli stessi curatori fallimentari. L'allenatore abruzzese non ha perso soltanto i riferimenti che gli avevano consentito di costruire la serie utile di dieci risultati con i quali ha chiuso il 2016, ma è stato privato di alternative in ogni zona del campo, con risultati (basti pensare alla compresenza di Mariga e Pinato sulla mediana lunedì scorso) oggi sotto gli occhi di tutti. Due mesi e mezzo dopo, passiamo al setaccio il rendimento degli "scarti" di gennaio, escludendo dal novero Gilberto (il campionato brasiliano ripartirà a metà maggio), Criscuolo, Brosco (ceduto al Verona ma rimasto in prestito ai pontini) e Talamo, spostato dal Siracusa alla Cremonese durante la finestra di riparazione. Molti di loro sono diventati titolari inamovibili nelle nuove squadre di appartenenza e non passa inosservato un dato:  soli Boakye e Paponi hanno realizzato 12 reti in due, ovvero sei volte tante quelle messe insieme da Buonaiuto, De Giorgio, Insigne, Jordan e Negro, gli elementi scelti per non impoverire il fronte avanzato...

ACOSTY: "Croce e delizia", è stato ceduto al Crotone dopo aver totalizzato 16 presenze, realizzando due reti (Frosinone e Trapani) e confezionando due assist. Ritrovata la massima serie in corso d'opera contro la Juventus, dopo tre gare consecutive da titolare (Roma, Atalanta e Cagliari) coincise con altrettante sconfitte, ha faticato ad accumulare minuti. Da allora (era il 26 febbraio) Nicola se ne è servito per ulteriori 46 (294 quelli totali in rossoblu) distribuiti tra Sassuolo, Napoli e Inter ed intervallati dalle panchine con Fiorentina e Chievo Verona. Nessuna giocata utile (assist o gol) all'attivo, con due ammonizioni a completare lo score.

AMADIO: Ha scelto di tornare, in prestito, nel club che lo aveva lanciato verso il palcoscenico della cadetteria. A Teramo ha ritrovato la maglia da titolare (15 su 15 tra campionato e Coppa Italia, per un totale di 1346' contro i 172' messi assieme a Latina) ma non i fasti antichi, se è vero che gli abruzzesi si trovano pesantemente invischiati nella lotta per non sprofondare tra i dilettanti.

BOAKYE: Lucchesì non esitò a definire il suo acquisto "un'operazione drammatica per la Serie B" e difficilmente lo si può contraddire. Con la speranza di vedere il suo cartellino riscattato al termine del prestito (30 giugno 2018), per un'operazione che permetterebbe al club di risparmiare buona parte della somma da destinare all'Atalanta (2 milioni, suddivisi in tre rate) per completare l'operazione d'acquisto, la dirigenza lo ha spedito a fine gennaio alla Stella Rossa dopo averlo visto andare a segno appena quattro volte (due su rigore e altrettante dall'interno dell'area piccola) in un anno solare nel capoluogo. La partenza della punta ghanese è stata decisamente incoraggiante. Otto reti in 11 presenze (10 da titolare) con 894 minuti all'attivo. Ha segnato una doppietta in trasferta al Backa alla seconda apparizione, poi ancora in trasferta al Vojvodina (gol del pareggio al 61' prima del definitivo 2-3 confezionato dall'autorete di Puskaric) e una doppietta in trasferta al Cukaricki (provvisori 0-1 e 2-3 nel 3-4 finale). Prima di Pasqua ha trovato la prima marcatura in casa nella Superliga siglando il definitivo 2-0 al Borac Cacak andando a raccogliere la respinta del portiere Misic dopo il rigore sbagliato dal compagno di squadra Ruiz. La prima gioia davanti ai nuovi sostenitori era invece arrivata non più tardi di una settimana fa, quando ha marcato il momentaneo 3-1 nel match di Kup Srbije contro il Mladost. Martedì, infine, ha timbrato il cartellino nel derby perso malamente in casa contro il Partizan.

D'URSO: Proprio la gara con la Salernitana, con una gestione approssimativa di una transizione che permise ai granata di ribaltare l'azione e trovare il gol del pareggio con Coda, segnò di fatto la fine della sua avventura in nerazzurro. Vivarini, che pure su di lui aveva scommesso sin dall'inizio e si era adoperato per trovargli una posizione redditizia in campo, ne ha salutato la cessione dopo avergli concesso i primi quindici gettoni tra i professionisti (sette dal 1') per un totale di 731 minuti. Decisamente peggio, per il prodotto del settore giovanile della Roma, è stato il prosieguo. A Carpi, infatti, ha visto il campo soltanto una volta e per quattro minuti, quelli che Castori gli ha concesso lo scorso 25 febbraio a Chiavari a risultato già acquisito. Per il resto solo tanta panchina e qualche tribuna.

MORETTI: Si è presentato ai tifosi dell'Avellino siglando il gol del definitivo 2-2 al Partenio contro la Virtus Entella. Da allora Novellino lo ha gettato nella mischia per nove volte dal primo minuto, per un totale di 706 minuti in campo contro i 256 di cui aveva disposto nella prima metà di stagione alla corte di Vivarini.

PAPONI: "Ha giocato molto e di gol ne ha fatti pochi, e quello sarebbe il suo mestiere". Finora a Castellammare di Stabia ha realizzati gli stessi di Latina (4), con 11 gare e 787 minuti nelle gambe. Titolare 9 volte, ha siglato una doppietta nella sconfitta di Siracusa alla terza con la nuova maglia, poi è andato in rete in casa nel 2-2 col Catanzaro del 26 marzo e ancora in trasferta a Lecce il 5 aprile (sconfitta 3-2).

SCAGLIA: Non ha ancora timbrato il cartellino con la nuova maglia, ma a Parma ha ritrovato il feeling con gli assist. Già cinque quelli tradotti in rete da un compagno nelle prime dodici gare (sempre titolare con 1074' complessivi) con la casacca crociata. Il jolly di Chiari, che D'Aversa sta utilizzando prevalentemente come terzino sinistro nella linea a quattro, li ha confezionati contro Sambenedettese, Forlì, Padova e Gubbio, avversario contro il quale ha sfornato due volte la sua specialità preferita.

TONTI: Rimasto all'ombra di Pinsoglio per l'intero girone d'andata, a Mantova ha impiegato una decina di giorni dal suoa arrivo per guadagnarsi i galloni di titolare e non perderli più. Con lui a difendere i pali (11 presenze, 10 gol subiti e tre volte imbattuto) i virgiliani hanno ottenuto quattro vittorie, cinque pareggi (consecutivi) e due sconfitte.