Con la Sff Atletico sarà vietato sbagliare

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calcio
 di Vincenzo Abbruzzino  articolo letto 413 volte
Con la Sff Atletico sarà vietato sbagliare

Quattro punti in sette giorni evocano sostanzialmente l’idea del ridimensionamento. Non è con questo passo che il Latina può ambire ad essere interlocutore e rivale di Atletico Sff e Rieti, le due principali candidate al successo finale. Con ogni probabilità ha ragione Chiappini quando afferma che correre oggi ha poco senso, a gennaio andrà in scena un altro campionato e le squadre vanno valutate sul lungo periodo. Se l’analisi è corretta, sarebbe comunque bene che il Latina con il nuovo anno (solare) si facesse trovare quanto più possibile incollato alle protagoniste della classifica, limando al massimo il gap con le migliori. Le ultime tre partite hanno invece allargato la forbice tra chi guida e chi insegue, e questo non sta bene. Pesa in tale prospettiva la sconfitta interna con l’Aprilia, che ha evidenziato quanto per il Latina, in assenza di Olivera, sia essenziale l’apporto di Catinali.

I due appaiono i soli in grado di esercitare la leadership essenziale all’interno di un gruppo che gioco forza (vedi normativa sugli under) deve fare affidamento sui giovani. Contro l’undici di Venturi  è mancato il leader in grado di dettare tempi e modi della manovra, ma soprattutto capace di motivare i compagni, evidentemente scossi dall’immediato doppio vantaggio ospite. È su questo piano che il Latina ha perso il derby, al di là delle manchevolezze tecniche che pure ci sono state. Credere che a disegnare le trame di gioco potessero essere Cittadino e Barone è stato un azzardo. Tendo a pensare che Chiappini più che sulle geometrie abbia impostato il confronto sull’ampiezza e sulla rapidità del giro palla, un obiettivo fallito sostanzialmente per la discontinuità con cui si sono cercate le sovrapposizioni, in particolare sull’out di destra, e per la “morbidezza” con cui è stata aggredita l’area avversaria: delle decine di cross proposti da Angelov e Atiagli, pochi sono finiti sulla testa o sui piedi di un giocatore in maglia nerazzurra.

A pieno organico sarà altra cosa, ancora prima di gennaio, ma è un fatto che domenica, a Fregene, non si può sbagliare.