L'eccessiva pressione che grava sui nerazzurri

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede al calcio
26.09.2019 08:30 di Vincenzo Abbruzzino   Vedi letture
L'eccessiva pressione che grava sui nerazzurri

Il confronto tra Latina e Lanusei ha detto molto più di quanto non faccia intendere il suo contenuto tecnico, illuminato dal capolavoro di Corsetti, lampo accecante nel buio di una cronaca svilita dall'appuntare soltanto conclusioni velleitarie. E ciò che la partita ha detto non ha però sempre un suono gradevole all’orecchio del tifoso nerazzurro.

La prima amara considerazione è sotto l'occhio di tutti, offerta com'è dalla lettura della classifica, laddove il Latina appare già doppiato dalla Turris, 12 punti contro 5. È senz’altro esagerato considerare la stagione chiusa prima ancora di iniziare realmente, ma è altrettanto vero che i numeri ad oggi non fanno bene al cuore dei supporter e nemmeno alla serenità dell’ambiente. A parziale consolazione, c’è da dire che la graduatoria dei nerazzurri è a oggi in buona parte figlia degli episodi, vedi il corner inesistente da cui è scaturito il pareggio dell’Ostiamare, vedi il rosso a Del Duca contro il Lanusei, ricorda il rigore negato a Cassino.

Sul piano tattico, Di Napoli domenica se l’è giocata meglio del suo collega Gardini, il quale nonostante un Latina ad una sola punta, non s’è discostato dall’iniziale disposizione della retroguardia, lasciando un paio di giocatori a difesa del nulla. Rimasto in 10, il tecnico nerazzurro ha invece dapprima optato per il prudente 5-3-1, esponendosi al rischio di lasciare campo all’avversario, concedendogli l’opportunità di una libertà eccessiva (che non c’è stata) sulle corsie esterne. Nella ripresa, con il Lanusei più rapido nel palleggio, Di Napoli ha ritrovato il 4-4-1, modulo che gli avrebbe dovuto garantire di anticipare il contrasto alla manovra avversaria. Un teorema che non ha trovato applicazione per l’incapacità del Latina di uscire dalla propria trequarti e di impedire che la pressione avversaria si trasformasse in assedio. In questo frangente, al Latina è mancato il giocatore forte nell’uno contro uno, in grado quindi di “mascherare” l’inferiorità numerica. Oltretutto, mentre Curzi ha fatto quel che ha potuto, sopperendo con la rapidità al deficit fisico rispetto ai centimetri degli avversari, non altrettanto utile s’è rivelato Cardella che ha difeso poco o niente il pallone, nonostante ne avesse i mezzi fisici.

Un’ultima considerazione la suggerisce la statistica:  è la terza volta (su 4) che il Latina non riesce a difendere il vantaggio, era già successo a Ostia e  Cassino. E qui torna d’obbligo il richiamo all’eccessiva pressione che grava sui nerazzurri, forse.