Iadaresta: "Del futuro riparliamo dopo il 20. Ad Albano per vincere. Classifica marcatori? Non ci ho fatto caso fino a domenica"

09.05.2018 18:15 di Marco Ferri   Vedi letture
Iadaresta: "Del futuro riparliamo dopo il 20. Ad Albano per vincere. Classifica marcatori? Non ci ho fatto caso fino a domenica"

La conferenza stampa integrale dell'attaccante del Latina Calcio 1932, Pasquale Iadaresta, andata in scena questo pomeriggio allo Stadio Francioni e riportata integralmente da TuttoLatina.com (si ringrazia Vincenzo Abbruzzino per il contributo).

Capocannoniere insieme a Roberti ma per diverse settimane quel gol ti ha dato fastidio
Non ci avevo fatto caso fino a domenica, quando mi hanno comunicato la cosa. Anzi, la notizia mi è stata trasmessa da TuttoLatina e io non sapevo di questa cosa. Faccio i complimenti a Roberti che ha fatto un grande campionato, mi fa piacere che si possa condividere questa soddisfazione. Quello a cui tengo è che i gol sono serviti alla squadra per raggiungere un obiettivo che ci permette di disputare altre due partite.

Quella di domenica è stata una scelta difficile?
A posteriori dico di sì, ma dico anche che è stato giusto per tanti motivi non rischiare di prendere un'ammonizione, visto che ero in diffida. La squadra ha fatto tanti sacrifici sin dall'inizio del campionato, era giusto dare spazio anchi a chi ne aveva avuto di meno. Credo che sia stato giusto così, giocare fa sempre piacere ma penso che per la squadra sia stato più importante dare una chance a chi ha giocato meno. 

Tu e Roberti venite entrambi accreditati di 24 reti: ti ricordi il gol con l'Albalonga?
È difficile dirlo, anche rivedendo le immagini non è chiaro. L'importante è che in un modo o nell'altro la palla sia finita dentro. Sono contento di questa stagione perché tutti i gol sono stati più che utili alla causa o decisivi. Per noi sono tutti uguali, ma che siano decisivi ed utili hanno un valore superiore rispetto a una continuità. Abbiamo giocato per degli obiettivi fino all'ultima giornata, capitano stagioni in cui giochi senza e i gol non hanno lo stesso valore.

Quindi poco importano quei rigori sbagliati...
Sinceramente no. No perché sarebbero stati due punti in più con l'Ostia e magari a Lanusei la partita avrebbe preso una piega diversa. Sarebbero stati punti in più per noi e gol in più per me, magari raggiungevo anche Mannarelli. Significa che mi dovrò migliorare.

Sapevi del record di Mannarelli?
Me lo avevano accennato nelle ultime giornate. Sono sincero: se avessimo raggiunto prima i nostri obiettivi, magari uno poteva pensare a quelli personali. Però penso che nelle ultime giornate soprattutto era più importanti fare punti per la squadra che pensare agli obiettivi personali. Nelle ultime giornate sono state partite intense ed era anche difficile concentrarsi su altro.

Ci riproverai con la maglia nerazzurra?
Quello che posso dire è che quest'anno sono stato benissimo a Latina e spero che sia l'inizio di un percorso. Penso che parlarne sia prematuro. Prima raggiungiamo un obiettivo che personalmente, da parte di tutta la squadra, è il coronamento di tanti sacrifici. Tutti noi abbiamo dei trascorsi, andare via o finire una stagione con un obiettivo in tasca è diverso. Del futuro mi auguro di riparlarne dopo il 20.

Domenica che partita ti immagini?
Spero che sia una festa. Mi ricordo che già all'andata ad Albano sono venuti in tantissimi tifosi, è stata forse la partita in trasferta più bella da giocare. Soprattutto nel secondo tempo, quando giocammo in 10, non si sentì l'inferiorità numerica. Spero che possiamo essere ripagati di tanti sacrifici, al di là delle difficoltà che abbiamo avuto quest'anno, ci manca qualcosa per dare un po' di entusiasmo a una società e ad una piazza che ha fame di calcio. Ci teniamo molto a dare un input importante per la prossima stagione.

Il valore intrinseco dei play-off è molto basso
Per esperienza personale, a Fondi abbiamo vinto Coppa Italia e play-off e siamo andati in Lega Pro. Vincere è diverso da non vincere, per un giocatore andar via con un risultato è diverso da andare via senza. Quando vinci e porti via i risultati tutto viene visto in maniera diversa. Conta portare un risultato a casa, non siamo felici se andiamo ad Albano senza sperare in qualcosa. Dobbiamo avere la volontà di andare oltre l'ostacolo, personalmente ci tengo molto alla conquista dei play-off. Dobbiamo lottare fino alla fine per conquistare i play-off.

Qual è il gesto tecnico in cui ti rivedi e che racconterai da vecchio?
Speriamo il gol di domenica prossima. Ho cercato spesso la rovesciata e quest'anno sono riuscito a fare un bel gol (contro il San Teodoro, ndr). Se devo essere sincero, tanti colpi di testa fatti in terzo tempo sono la mia arma migliore da far vedere a qualcuno.

Giovane ma con esperienza e con una Laurea in Giurisprudenza: da quali angolature vedi il pallone?
Ancora come un divertimento. Mi dà la possibilità anche di vivere, da quando ho iniziato a giocare, ma proprio avendolo vissuto come un divertimento mi ha dato anche la forza di superare tante difficoltà. Sicuramente il calcio dilettantistico è diverso da quello professionistico, ti pone in una dimensione diversa. Fatto in un determinato modo e in determinate piazze, ti dà un'altra percezione. Qui a Latina si respira questa atmosfera.

Contro l'Albalonga due confronti e due pareggi: quali sono i loro punti forti e deboli?
Quello che posso dire è che, soprattutto nella gara di ritorno, il Latina ha dimostrato di avere tutte le armi per poter vincere. L'Albalonga è una squadra che nella solidità e nella costanza ha creato le sue fortune. Questo testimonia che sono un gruppo e hanno automatismi. Noi abbiamo dimostrato nel ritorno, e parzialmente all'andata, che con un pizzico di cattiveria, determinazione e coraggio in più, possiamo metterli in difficoltà. La nostra squadra ha un potenziale inespresso che al termine della stagione potrà venire fuori.

Palazzo ha chiuso il campionato in difficoltà: cosa gli è mancato?
Loris ci ha dato una mano appena arrivati. Ci ha dato profondità, imprevedibilità e gol. Si è anche sacrificato molto coprendo una grande zona di campo. Si crea occasioni in ogni partita, con un po' di lucidità avrebbe potuto sicuramente fare qualche gol in più. È un giocatore che sente la porta e ha fiuto del gol, con un pizzico di serenità in più avrebbe potuto darci una mano ancora maggiore. Ciò non toglie che si è sacrificato molto anche in fase di copertura. Noi attaccanti veniamo giudicati sempre per i gol, spesso si sottovaluta il lavoro sporco che si fa. Si è messo a disposizione della squadra, questo è il motivo per cui è stato meno lucido sotto porta rispetto a quanto lo sia stato appena arrivato. Stiamo comunque parlando di un giocatore importante.