Parlato: "La Vis Artena va rispettata. Formazione? Il bimbo nasce il sabato sera"

01.09.2018 12:20 di Matteo Ferri  articolo letto 1415 volte
Parlato: "La Vis Artena va rispettata. Formazione? Il bimbo nasce il sabato sera"

La conferenza stampa di Carmine Parlato, allenatore del Latina Calcio 1932, alla vigilia della gara contro la Vis Artena, valida per il primo turno di Coppa Italia di Serie D, raccolta da Tuttolatina.com.

Quanto cambia il valore dell'avversario rispetto al pari di Terni?
Cambia totalmente, ora abbiamo le partite ufficiali. Quella era un'amichevole e lasciava il tempo che trovava, questa è una competizione importante è dobbiamo essere partecipi al 100%. Ci caliamo da subito in questa nuovissima avventura.

C'è curiosità o emozione per un allenatore esperto come te?
Anche se gli anni passano, ogni stagione è stimolante. Quel pizzico di emozione ci sarà sicuramente ma devo cercare di fare in modo di nasconderla e pensare ai miei ragazzi e a come affrontare la partita. Sicuramente sarò anche io in partita.

Che tipo di avversario si aspetta?
Come ho detto in settimana, hanno già una partita ufficiale in più nelle gambe e hanno tastato il campo. Affrontiamo una squadra da rispettare, dobbiamo avere molto rispetto e farci rispettare. Hanno elementi di esperienza.

Per quanto riguarda la rosa, ci sono defezioni?
Dico sempre che il bimbo nasce il sabato sera o addirittura la domenica mattina. Quasi sempre mi prendo la giornata di sabato per decidere l'undici titolare anche se, nella mia testa, in settimana già ci sono.

Domani giocate ad Anzio perché stanno adeguando gli spalti ma il terreno di gioco del Francioni è poco praticabile. Siete preoccupati?
Sono concentrato sul campo di Anzio e sulla Vis Artena, quello che arriverà dopo lo valuteremo in futuro.

Per uno staff e un tecnico, il fatto che il campionato sia slittato e che il girone ha 4 partite in più che conseguenze ha?
Sicuramente ci saranno delle difficoltà, siamo noi che ci dobbiamo adeguare perché non possiamo fare diversamente.

L'acquisto di Galasso cambierà qualcosa negli schemi della squadra?
Gianluca è l'ultimo elemento che la società mi ha messo a disposizione e ringrazio i dirigenti per averlo inserito in rosa. Fisicamente ha qualcosa in meno rispetto agli altri ma la sua esperienza e la sua duttilità tattica possono essere di grande aiuto così come possono esserlo i suoi compagni. Lo posso impiegare come terzino, come mediano, come esterno più alto, è un ragazzo molto disponibile e capace.

Se dovessi descrivere con un aggettivo la tua squadra?
Non c'è un aggettivo perché anche io sono curioso di scoprire la squadra. Ora arriva la verità del campo, dobbiamo giocare in 11 in tutte e due le fasi perché solo così possiamo capire come regolarci a partita in corso. Avere quel principio di non mollare mai, fare meno errori possibili e avere sempre fame di risultato, queste sono le cose che mi aspetto. I ragazzi saranno emozionati per l'esordio, mi auguro che non ci sia preoccupazione perché il calcio è bello, semplice e va vissuto in maniera serena. Quando mia figlia era più piccola non diceva che il papà andava a lavoro ma che andava a giocare. Purtroppo in questo campionato c'è la regola dei giovani che io non ritengo giusta perché io penso che il giovane debba giocare se è pronto, con queste regole invece vogliamo tutto e subito da loro e questo genera tensione e preoccupazione. Ai giovani dico di giocare con entusiasmo e di non darla vinta a nessuno, poi i vecchietti devono fare in modo di prendersi i ragazzi sulle spalle e farli sentire a loro agio a livello emotivo e tattico. Il lavoro dei più anziani, in interregionale, è questo. Se i giovani giocano meglio, anche i più esperti possono giocare con più leggerezza. Tornando alla partita di domani, siamo tutti curiosi di scendere in campo, con entusiasmo ma con la voglia di passare il turno.

A parità di categoria cosa subentra in un allenatore a Padova a Latina rispetto a piazze come Rieti?
A prescindere dal blasone della piazza, nei giocatori si cerca di inculcare la storia della società. Ringrazio Dio di essere passato da Latina, Rieti, Padova, Rovigo e Pordenone perché ogni città, ogni società, mi ha dato qualcosa sotto l'aspetto umano ed emotivo. Chi è giovane lo deve vivere sulla propria pelle, in maniera positiva e non apprensiva.