Il Latina ha superato la fase di scarsa brillantezza

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calcio.
25.02.2021 12:00 di Vincenzo Abbruzzino   Vedi letture
Il Latina ha superato la fase di scarsa brillantezza

Con il Nola è arrivato il secondo successo consecutivo del Latina, il che sancisce nei fatti il superamento della fase di scarsa brillantezza culminato nel pareggio interno con l’Arzachena, l’unico confronto della stagione in cui i nerazzurri non sono andati in rete. Una vittoria che è costata un profluvio di energia nervosa, perdurato bel oltre il 78’, minuto in cui Alessandro ha firmato il gol del vantaggio. Un dispendio inutile.

Ci sono partite che si fanno leggere facilmente e quella con il Nola è una di queste. Così fin dai primi minuti è parso evidente, almeno a me, che il Latina sarebbe tornato alla vittoria interna. Non è stata una questione di semplice intuizione. I nerazzurri sono apparsi subito “sciolti” nel gioco ma soprattutto nella gamba così come è stato subito evidente che il Nola nel difendersi aveva difficoltà a mantenere strette le linee, a togliere spazio alla manovra degli uomini di Scudieri.

Certo, dietro l’angolo c’è sempre l’imponderabile sotto forma di due clamorose occasioni fallite da Di Renzo e Corsetti, c’è la cronaca di una doppia opportunità fallita in avvio dagli ospiti, ma la trama del confronto è stata netta fin dall’inizio così come l’epilogo che ne sarebbe scaturito.

Evidenti puri i motivi per i quali il Latina ha dovuto attendere oltre un’ora per sbloccare il risultato. Per le difficoltà del Nola a tenere le linee, i nerazzurri questa volta hanno girato poco la palla e hanno cercato con maggiore frequenza le palle lunghe, vuoi anche per i problemi di  impostazione di un centrocampo ancora una volta affidato alla regia totalmente under nell’età dei suoi centrali, Bardini e Barberini. Intento giusto  applicazione non corretta in assenza di misura e in presenza della conseguente quantità di palloni persi.

Statistica a cui ha contribuito la giornata negativa di Teraschi e la sostanziale assenza di ampiezza che suggerisce di dare un po’ di riposo anche a Pompei. Il Latina non ha trovato nemmeno le seconde palle e non è parso lucido nella lettura della manovra avversaria, costringendosi a recuperare piuttosto che ad anticipare la palla.

Ciò nonostante, proprio perché i difetti erano palesi, la vittoria a mio avviso non è stata mai in dubbio. Infatti quando Scudieri ha deciso di cambiare, l’andamento del confronto è subito evoluto a favore del Latina. Fuori Teraschi, dentro Pastore, Corsetti a ricevere palla un po’ più basso, fronte d’attacco più dinamico e per il Nola è stata notte fonda. Come è giusto che fosse.