Ordine tattico e serenità: così il Latina ha sorpreso l'Avellino

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calcio.
04.09.2023 12:00 di Vincenzo Abbruzzino   vedi letture
Ordine tattico e serenità: così il Latina ha sorpreso l'Avellino

Buona la prima per il Latina che saluta la nuova stagione andando a vincere con pieno merito sul campo dell’Avellino (0-2), candidato a un ruolo da protagonista nel film del girone. La truppa di Di Donato ha bissato l’exploit dell’apertura dello scorso anno quando a cadere fu il Foggia, ridicolizzato davanti al proprio pubblico, e proprio come 12 mesi fa nel tabellino dei marcatori è finito il nome di Fabrizi, marcatore sabato sera del successo nerazzurro insieme a Fella, uno dei tanti nuovi arrivati a Piazzale Prampolini.

Il Latina ha avuto ragione dell’Avellino in virtù di un ordine tattico che l’avversario non ha avuto, di una serenità mascherata da sicurezza che gli irpini non hanno saputo trovare. La sostanziale assenza di aspettative ha favorito i nerazzurri nei confronti di una squadra che ha sentito il peso della responsabilità, chiamata come è stata a dare corpo attraverso il risultato a una estate di grandi e dispendiose operazioni di mercato.

L’Avellino ha manovrato con l’ansia di giocare finendo per non giocare. Il Latina ha giocato con la certezza della conoscenza, del sapere cosa fare, dove farlo e quando attuarlo. E questo nonostante l’undici titolare di vecchio, e quindi di collaudato, proponesse soltanto Di Livio e Riccardi oltre a Cardinali e Cortinovis.

Che il Latina non fosse sceso al Partenio-Lombardi come vittima sacrificale lo si è intuito dalla posizione in campo di Ercolano e Del Sole, schierati come esterni a piedi opposti, o invertiti che dir si voglia. Segno che Di Donato non ha cercato il traversone ma le diagonali, gli inserimenti dall’esterno, la conclusione a rientrare. Con curiosità ho seguito la prova di Cittadino, chiamato a raccogliere il testimone di Amadio, giocatore che ho apprezzato per ordine e dedizione. La primissima impressione è che Cittadino darà al centrocampo maggiore dinamismo e forse minore copertura anche se il ragazzo al Partenio si è adoperato per dare manforte lì, davanti alla difesa. A sostituirlo nella ripresa è stato chiamato Biagi che ha acceso una certa curiosità in merito alle reali potenzialità future delle sue lunghe leve nel dare consistenza alla mediana, soprattutto in copertura.  

In una pagella dalla media senz’altro alta, il mio personale titolo di migliore del confronto è assegnato a Riccardi.  Ha corso l’ex romanista, ha raddoppiato le marcature,  ha sostenuto la fase di contenimento come quella offensiva, ha cercato la conclusione a rete, è apparso instancabile. A mio avviso l’emblema di ciò che è stato il Latina ad Avellino.