Quei segnali che non lasciano tranquilli

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calcio.
17.05.2021 19:30 di Vincenzo Abbruzzino   Vedi letture
Quei segnali che non lasciano tranquilli

Avrei voluto parlare del ritorno alla vittoria del Latina al Francioni.

Avrei commentato la manovra dei nerazzurri, priva di acuti ma anche di incertezze. Ne avrei criticato la velocità di palleggio evidenziandone però l’equilibrio, la costante pressione, la varietà di proposizione. Avrei detto della buona prova della mediana, piazzata alta, a ridosso del reparto più avanzato il che ha consentito ai nerazzurri di recuperare diversi palloni in uscita dalla difesa avversaria per riproporli prontamente in fase offensiva.

Avrei evidenziato la prestazione dei giovani, in particolare di Barberini, finalmente tornato a giocare con personalità e protagonista di una prestazione di sostanza, qualità e continuità. Ha accompagnato bene la manovra, arrivando – unico tra i suoi – a concludere dal limite: un tiro strozzato, brutto assai, ma comunque un qualcosa di diverso dal solito passaggio per linee orizzontali. Con lui avrebbero meritato la menzione pure Teraschi costretto ad una partita di grande sacrificio e concretezza, fatta più di copertura che di volate sulla fascia, così come Giorgini, sempre più sicuro in difesa.

E invece no, a rovinare tutto c’è stata la ripresa. Un secondo tempo imbarazzante per il Latina, che s’è consegnato al pressing, neanche tanto convinto, dell’avversario, vanificando il proprio maggiore tasso tecnico nell’incapacità di trasformare le qualità in pressione e concretezza. E’ venuto meno l’intero pacchetto offensivo. Da dimenticare il pomeriggio di Sarritzu, incapace perfino del controllo più semplice. Calabrese, e come lui anche Alessandro e Di Renzo, non ha mai cercato la profondità, suggerendo poche soluzioni di passaggio alla mediana. Corsetti ha cercato di defilarsi, di aggredire la difesa partendo dalla trequarti ma anche lui, a parte qualche intuizione, ha finito con il girare a vuoto.

Segnali che non lasciano tranquilli alla vigilia del confronto casalingo di domenica prossima, con l’Artena. Una partita che ha per posta la piazza d’onore alle spalle del Monterosi, una posizione di grande valore nella prospettiva dei possibili scenari futuri.