Da adesso il Latina dovrà correre e...rincorrere

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calcio.
16.03.2021 11:30 di Vincenzo Abbruzzino   Vedi letture
Da adesso il Latina dovrà correre e...rincorrere

La sconfitta interna con il Monterosi (0-1) costringe il Latina a guardare al futuro della propria stagione da una prospettiva diversa. Non sarà più sufficiente l’autodeterminazione per conquistare la promozione ma l’esito finale dipenderà pure dalle fortune o, meglio, sfortune altrui. In altre parole, al Latina non sarà sufficiente vincere se nel contempo il Monterosi non inizia a incespicare lungo il cammino che porta alla fine della stagione. Il Latina non dovrà solo correre, ma dovrà anche rincorrere.

S’è detto e scritto di un grande equilibrio tra Latina e Monterosi, domenica, al Francioni. E’ vero, nessuna delle due squadre ha prevalso di netto sull’altra tant’è che il confronto è stato deciso da un episodio, ma (c’è sempre un ma) il Monterosi ha convinto di più, ha meglio interpretato il confronto, seppur di poco.

Il Latina non ha mai veramente trovato le misure. Nella prima frazione, quando il Monterosi attaccava si lasciava alle spalle due, massimo tre uomini a conferma di una fase offensiva compatta, il Latina di contro offendeva lasciandosi dietro l’intera difesa oltre a Ricci e Pompei, allungandosi eccessivamente. Per buona parte del primo tempo il Latina non ha attaccato, ha bensì portato avanti il pallone, spesso con un uomo solo, lanciato in fuga solitaria, fermato al primo tentativo di dribbling.

Eppure i presupposti per un contrattacco efficace c’erano tutti. Il Latina domenica ha letto come non mai la manovra avversaria, al di là delle difficoltà iniziale a contenere Capodaglio e Vagnoni. Il che ha portato i nerazzurri a recuperare una grande quantità di palloni o se volete il Monterosi a perderne in misura eccessiva. Il Latina è però mancato nel momento di reimpostare la manovra, quasi temesse di esporsi troppo, come se non volesse rischiare. Tant’è che la squadra è cresciuta molto nel finale di tempo quando tutto il gruppo ha accompagnato la manovra, bloccando alto l’avversario il che ha fatto ben sperare nella seconda parte delle tenzone.

Nella ripresa il Monterosi è apparso meno brillante ma ha compensato con una maggiore continuità e precisione di manovra mentre il Latina non è stato in grado di occupare gli spazi che pure c’erano. Ogni zona del campo è stata presidiata da un giocatore del Monterosi, non altrettanto ha fatto il Latina che, sopratutto nel momento di offendere, ha lasciato grandi spazi incustoditi. Le cose, gioco forza, sono migliorate dopo il vantaggio ospite, un miglioramento figlio della reazione nervosa dei nerazzurri e di qualche mossa disperata di Scudieri (Esposito in avanti, Corsetti in mediana) ma già dei progressi si erano intravisti con l’inserimento di Alessandro per un Di Renzo volitivo ma troppo prevedibile per pensare di mettere in difficoltà la difesa viterbese. Gli inserimenti di Calabrese e Calagna hanno poi portato a una diversa dinamica nel gioco nerazzurro, peccato per la giornata non propriamente felice di Corsetti.

L’ultima notazione la suggerisce la statistica: tutte e tre le attuali sconfitte del Latina sono venute dai derby laziali (Cassino, Artena e Monterosi), fanno eccezione i pareggi con la Nuova Florida e Insieme Formia. Può non significare nulla se non semplicemente che le compagini laziali sono le più forti del girone oppure può essere l’indice di una certa insofferenza nerazzurra alla pressione, alle forti motivazioni. Vai a saperlo.