Il mondo al contrario del girone C di Serie C
È un mondo al contrario e il riferimento al libro del generale Vannacci è del tutto casuale. C’era un tempo, prima dell’introduzione dei play-out e dei play-off, in cui sul finire della stagione nei diversi campionati si registravano risultati sorprendenti, con le squadre pericolanti capaci di exploit inattesi contro avversari di maggiore caratura, resi più malleabili dallo scarso interesse alla posta in palio. Oggi quei tempi sembrano essere tornati nel girone C, il mondo sembra essersi rivoltato con le squadre pericolanti a contrastare le compagini di alta classifica. Se si prende la graduatoria del solo girone di ritorno, alle spalle del Benevento ci sono Team Altamura e AZ Picerno, il Latina è in nona posizione, davanti alla Cavese mentre il Giugliano è dodicesimo.
E se lo straordinario diventa ordinario allora la salvezza si fa più difficile. Così il punto ottenuto dal Latina a Benevento, importante e prezioso, muove sì la classifica ma non la cambia di molto visto che contestualmente l’AZ Picerno ne ha fatti tre al Crotone imitato dal Giugliano contro il Trapani, il Siracusa ha costretto al pareggio il Catania e la Cavese ha bloccato la Salernitana, terza forza del raggruppamento. La continuità dei risultati prima ancora che delle prestazioni diventa così fattore fondamentale, come diventa fondamentale nel caso del Latina non incappare più in sconfitte come quelle di Monopoli e Altamura dove all’alta percentuale di possesso palla non ha fatto riscontro un risultato positivo.
Il Latina ha carattere e determinazione, con Volpe ha trovato pure il gioco, deve migliorare nella finalizzazione della manovra e tentare di “disintossicarsi” dalla dipendenza dagli umori di Parigi, che ha firmato 8 degli ultimi 9 gol realizzati dalla squadra nerazzurra. È esaltante avere ritrovato dopo anni un attaccante di razza, una punta prolifica ma non ci si può permettere il lusso di delegare a un solo giocatore l’intera quota realizzativa della squadra.
Le ultime partite del Latina, ci hanno insegnato che le transizioni, le verticalizzazioni non sono più sufficiente se l’avversario fa massa e costringe a giocare sul breve. Il Latina ha imparato ora a giocare da squadra, ma deve capitalizzare maggiormente quanto costruisce.
A Benevento ha giocato una gran partita fatta di sacrificio, applicazione e determinazione, contro il Potenza dovrà tornare a fare la partita, ad essere dominante come già a Monopoli e Altamura e in casa con la Cavese con l’obiettivo di trovare il gol. Il calendario non gioca a favore dei nerazzurri e non ci si può permettere di fallire certe partite perché a volte il “punticino” non è sufficiente.
