Volpe potrebbe aver imboccato la strada giusta per rimettere in sesto il Latina

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calcio.
11.01.2026 21:00 di  Vincenzo Abbruzzino   vedi letture
Volpe potrebbe aver imboccato la strada giusta per rimettere in sesto il Latina

Mai sbilanciarsi quando si parla del Latina, ma sembrerebbe che Volpe abbia imboccato la strada giusta. D’altra parte con la penuria di risultati di questa stagione, ottenere due vittorie consecutive in campionato, andare sempre in gol nelle ultime 5 di campionato, segnare per la prima volta due reti nella stessa partita al Francioni rappresentano evidenze che confortano e invitano ad azzardare un accenno di ottimismo.

Contro il Trapani hanno brillato i singoli e il pensiero va a Basti e alla sua parata sul rigore calciato da Fischnaller, a Parigi e alla sua seconda doppietta consecutiva che porta a 6 i gol segnati in 4 giornate, va a Riccardi alla cui magistrale e generosa prestazione è mancato soltanto la soddisfazione del gol. I singoli certo, ma è stata soprattutto la vittoria del gioco.

Non che il Latina abbia fatto cose sensazionali, ma come già sottolineato più volte in questa rubrica, con Volpe la manovra nerazzurra ha decisamente preso la direzione della verticalizzazione piuttosto che del giro palla. Non siamo ancora a un centrocampo che costruisce ma perlomeno è stata abbandonata la mediana di contenimento per affidarsi a un reparto di movimento. In mezzo al campo è stato confermato De Ciancio che ha continuato a fare legna (leggasi interdizione) ma soprattutto ha avuto la funzione di dare equilibrio al reparto e di fare da perno alle continue rotazioni delle mezzali e dei trequartisti, in particolare di Riccardi. D’Angelo e, soprattutto, Lipani con il loro movimento hanno alzato l’asse della manovra, hanno sostanzialmente sopperito alla mancanza di esterni, dialogando con continuità con i trequartisti, cercando di occupare lo spazio anche in ampiezza. Una verticalizzazione che mi piace definire di “gamba”, nel senso che la palla viene portata in avanti per vie verticali dagli uomini piuttosto che dalle geometrie di un centrocampo di costruzione.

Un sistema che ha funzionato vuoi anche per la capacità di Parigi di alzare la percentuale di realizzazione e di Fasan e Riccardi di coprire rapidamente lo spazio tra mediana e attacco.

Come già nel secondo tempo contro il Crotone, il Latina si è piazzato a quattro in difesa. Una soluzione di emergenza suggerite dalle assenze di Marenco e Parodi, destinata però a essere confermata in futuro. L’arrivo di Carillo ne è la controprova così come il tesseramento di Tomaselli sta a indicare l’intento di Volpe di munirsi di esterni bassi capaci di garantire la fase di copertura così come quella di proposizione. D’altronde non tutti gli avversari sono tali da consentire il lusso di tenere due esterni sempre in linea con i centrali come sabato lo sono stati Dutu e Pace. Non tutti gli avversari soffrono l’attacco tra le linee come ha dimostrato di soffrire il Trapani e pertanto avere l’ampiezza come ulteriore opzione e variante di manovra è cosa utile e auspicabile.