Volpe e la capacità di gestire pressione ed energie

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calcio.
22.01.2026 15:02 di  Vincenzo Abbruzzino   vedi letture
Volpe e la capacità di gestire pressione ed energie

Da Gennaro Volpe questa settimana abbiamo avuto un saggio di come si gestisce la pressione e il dispendio di energie. Il Latina esce infatti indenne da un calendario serrato che nel giro di pochi giorni lo ha costretto a lunghe trasferte e ad affrontare partite dal peso specifico elevatissimo come può essere una semifinale di Coppa Italia e un confronto diretto per la salvezza. Pur non proponendo nulla di trascendentale, la sensazione è che il tecnico dei nerazzurri abbia comunque mosso le leve giuste perché il gruppo trovasse energie e motivazioni sufficienti a resistere.

Volpe è partito da un principio non certo innovativo come il turnover. Contro il Renate ha rinnovato per otto undicesimi la formazione schierata contro il Trapani il sabato precedente, a Picerno le novità hanno coinvolto sette giocatori su undici. In Coppa il Latina ha pure cambiato disposizione tattica, lasciandosi alle spalle il 4-3-2-1 per tornare al 3-5-2 interpretato con uno dei due esterni stabilmente o quasi posizionato sulla linea di difesa, chiedendo al secondo esterno di avanzare molto con la palla al piede, suggerendo ai tre di centrocampo di accompagnare la manovra e di cercare l’inserimento, preferibilmente per vie centrali. A Picerno sono di nuovo cambiati gli uomini e l’interpretazione del centrocampo a 3. Gli esterni questa volta sono rimasti entrambi più alti trattandosi di Tomaselli ed Ercolano, le mezzali hanno cercato meno l’inserimento e, in sintesi, rispetto ad altre prove la manovra si è sviluppata maggiormente in ampiezza. Di più, Volpe in Lucania ha cambiato posizione a più d’uno tra i nerazzurri: Tomaselli ha giocato a destra, Carillo da centrale è tornato a fare il braccetto, Dutu è stato proposto sul lato destro (in Lombardia aveva coperto il lato sinistro), Marenco ha fatto da perno in difesa, Lipani quando è entrato nella ripresa ha agito da centrale mentre Hergheligiu è stato utilizzato come mezzala. Una serie di rotazioni che, è una mia impressione, ha permesso a chi in questa settimana aveva avuto un minutaggio elevato, di reggere comunque il campo, senza dare l’impressione di una evidente stanchezza. L’unico a mantenere ruolo e compiti è stato Fasan che, infatti, sul finire del confronto di Picerno ha dato palesi segni di stanchezza, il linguaggio del corpo era esplicito nell’evidenziare l’esaurimento di ogni energia. Al Curcio il Latina non ha brillato quanto nei due confronti precedenti ma ha comunque tenuto bene il campo, concedendo all’avversario l’unica occasione soltanto in pieno recupero, peraltro con una conclusione dalla lunga distanza.

Una prova che conferma il processo di crescita innescato da Volpe e supportato dal mercato, ma insieme ai nerazzurri stanno crescendo anche le dirette rivali nella corsa alla salvezza, ragione per la quale è necessario trarre il massimo da questo avvio di girone di ritorno che propone una serie di confronti diretti primo fra tutti in ordine di tempo quello di sabato con il Foggia, un appuntamento assolutamente da non  fallire.