Latina, dopo Taranto un primo bilancio e il punto sul mercato

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calcio.
20.12.2023 10:00 di Vincenzo Abbruzzino   vedi letture
Latina, dopo Taranto un primo bilancio e il punto sul mercato

Il Latina è tornato a fare risultato al Francioni fermando sul nulla di fatto (0-0) il Benevento e ha così evitato la terza sconfitta interna consecutiva interna, dopo quelle con Picerno e Sorrento, che sarebbe stata quanto mai deleteria per l’umore dell’ambiente e per il futuro della stagione. I nerazzurri hanno giocato con attenzione, cercando di evitare gli errori che tra Sorrento e Turris sono costati loro 5 punti. A costo di apparire “conservativo”, così lo ha definito il tecnico della Strega Matteo Andreoletti, Di Donato ha preferito mantenere la squadra bassa, nella speranza che gli avversari potessero lasciare quegli spazi che tanto bene vengono aggrediti dalla manovra nerazzurra. Per vedere le ripartenze del Latina abbiamo però dovuto attendere gli ultimi venti minuti di confronto e l’ingresso di Del Sole la cui imprevedibilità ha creato i presupposti per due buone occasioni fallite prima da Serbouti e, quindi, da Ercolano, entrambi alla conclusione debole da buona posizione.

Al di là dei rimpianti e delle recriminazioni, quest’ultime suggerite dalla mancata concessione di due macroscopici rigori (fallo di mano su conclusione ravvicinata di Fabrizi e intervento falloso in area su Serbouti), è un fatto che la partita sia stata per lunghi tratti in controllo del Benevento, in particolare nella prima frazione. Ha impressionato la velocità del giro palla degli ospiti, la loro capacità di trovare sempre e comunque un giocatore libero a cui appoggiare la sfera. Il Latina ha sofferto la forte identità del Benevento, la prestanza fisica dei suoi elementi e, sul piano tattico, la presenza di un “esterno aggiunto” come El Kaouakibi (maglia numero 2) che da braccetto di destra si è costantemente proposto come quinto di centrocampo, dialogando e sovrapponendosi con Improta. Un gioco bello da vedere seppure inefficace vuoi per l’ottima prestazione della difesa pontina vuoi per la mancanza di lucidità delle punte avversarie Ferrante e Marotta e di chi di volta in volta s’è trovato a creare densità in area nerazzurra.

Nell’osservare le modalità offensive delle due squadre, è apparso evidente come il Benevento tendesse a mantenere le distanze, il reparto arretrato saliva sul limite della linea di mediana, la trama si affidava a un fraseggio corto. Il Latina nella impostazione del gioco di attacco ha teso ad affidarsi al singolo, la squadra si è spesso allungata e questo ha reso molto più difficile il recupero che con frequenza, infatti, si è concretizzato non senza difficoltà con la palla ormai sulla trequarti, il che ha reso l’impostazione del gioco più elaborata, prevedibile e lenta.
 

Il Latina mantiene l’ottavo posto in classifica e venerdì sarà a Taranto (senza Di Donato in panchina perché squalificato) per l’ultimo impegno del girone di andata: sarà tempo di un primo bilancio che gioco forza condizionerà il mercato di riparazione, prossimo ormai all’apertura (2 gennaio).