Latina, a San Benedetto altri due punti persi: alla squadra manca il killer instinct

12.10.2026 21:30 di  Vincenzo Abbruzzino   vedi letture
Latina, a San Benedetto altri due punti persi: alla squadra manca il killer instinct

Mi trovo d’accordo con il collega che in sala stampa, domenica pomeriggio al termine del confronto con la Sambenedettese, nel porre la domanda al direttore sportivo Condò ha premesso di aver avuto l’impressione che il Latina, nel suo momento migliore, abbia cercato più la giocata facile che quella efficace.

Con una dose abbondante di critica in più, direi che il Latina è stato decisamente lezioso e non ha avuto il killer instinct necessario per chiudere una volta per tutte la partita. La delusione per i due punti gettati al vento è stata talmente tanta da non farci nemmeno entusiasmare per il primo punto conquistato lontano dal Francioni.

Certi match non si possono non vincere. Per un’ora il Latina è andato ben oltre il semplice dominio: ha letteralmente cancellato l’avversario dal campo, sovrastandolo sia sul piano tattico che su quello atletico. Un confronto impari, se non fosse che ai nerazzurri è mancata la cattiveria per affondare il colpo decisivo. È una riflessione che va al di là delle semplici occasioni fallite, e le opportunità ci sono state: è venuta proprio meno la determinazione di volere azzannare la vittoria. Non si è trattato di sfortuna, ma di un deficit motivazionale che lascia sorpresi e allo stesso tempo preoccupati in una squadra che, diciamocela tutta, deve lottare per la salvezza.

Nonostante la prestazione contro l’Ostiamare non avesse convinto, Volpe ha riproposto il modulo a due punte con Baez e Plescia, affidandosi però a una linea di centrocampo priva di punti di riferimento. Con De Ciancio a schermare le linee di passaggio avversarie, la costruzione del gioco non ha avuto un regista unico, anche se nella prima mezz’ora hanno fatto la differenza i continui movimenti a rientrare di Ercolano sulla destra. La qualità migliore dei nerazzurri è stata l’interdizione seguita dall'immediata ripartenza: una quantità di palloni recuperati e proiettati in avanti per uno sviluppo manovrato ad alta velocità da Tomaselli ed Ercolano, speculari e arrembanti sulle rispettive corsie.

Di fronte allo smarrimento totale dei rossoblù, però, il Latina non ha affondato il coltello nella piaga. Ha “perdonato”, si è cullato nella vaghezza di una superiorità schiacciante che non è riuscito a trasformare in concretezza.

E alla fine, come da copione, è arrivato l’episodio che ha concesso alla Sambenedettese il miracolo del pareggio. Frutto di tante piccole imperfezioni che, sommate, portano all'errore fatale: De Cristofaro che tiene in gioco Sgarbi, Ercolano che si fa sorprendere alle spalle dallo stesso Sgarbi e Bruscagin che in scivolata non riesce ad anticipare Zini.

Un epilogo imponderabile? Forse. Anche se resta il forte dubbio che, una volta scoccata l’ora di gioco, il timido ritorno della Samb avrebbe dovuto suggerire a Volpe di anticipare i cambi nel tentativo di blindare il  risultato.