Latina, con l'Ostiamare altri punti persi: ora iniziano ad essere troppi

06.10.2026 19:00 di  Vincenzo Abbruzzino   vedi letture
Latina, con l'Ostiamare altri punti persi: ora iniziano ad essere troppi

«Migliorare l’ultima scelta e concretizzare le occasioni che creiamo». Lo ha sottolineato Gennaro Volpe al termine del confronto con l’Ostiamare, che per l’ennesima volta ha visto sfumare una vittoria che era ampiamente alla portata dei nerazzurri.

La prestazione di Marenco e compagni si riassume tutta nelle parole del tecnico, a cui bisogna aggiungere un dato statistico allarmante: in 4 delle 7 partite di campionato disputate, il Latina è passato in vantaggio, ma è riuscito a conquistare l’intera posta in palio soltanto contro il Forlì.

È quasi inutile insistere sugli evidenti limiti degli attaccanti in organico; non è invece peregrino sottolineare che, proprio in virtù di questa evidenza, il Latina non si può permettere di sprecare le occasioni che costruisce con grande mole di gioco. Non si può permettere che Bruscagin sfiori la traversa con un colpo di testa in apertura, che De Cristofaro fallisca due conclusioni dal limite dell’area, o che D’Angelo arrivi con un attimo di ritardo sull’invito di Sussi, finendo per calciare addosso a Brosco. E non ci si può permettere che Cioffi parta il leggero ritardo sulla verticalizzazione di Tomaselli, permettendo a Vertua di piombargli sui piedi in uscita. No, non è possibile quando ti manca quel bomber implacabile che, prima o poi, il guizzo per metterla nel sacco lo trova comunque.

Sul piano tattico siamo ormai al "già visto". Volpe ha scoperto le sue carte da tempo e, pur variando sistemi e interpreti - il che rende paradossalmente il Latina una delle squadre meno prevedibili del girone nelle scelte iniziali -, i temi di fondo percorrono strade già battute.

Questa volta il tecnico ha scelto di affidarsi alle due punte, schierando Plescia e Baez. Il risultato complessivo è stato modesto, nonostante Plescia sia andato a segno con un tap-in facilissimo, bravo comunque a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Finché è durata, le cose migliori - fatta salva la consueta prestazione monstre di Tomaselli - le ha prodotte l’intesa tra Sussi e De Cristofaro, capace di creare qualche buona iniziativa prima di spegnersi dopo mezz'ora.

Ecco, tra le cose inspiegabili del pareggio con l’Ostiamare c’è proprio questa involuzione del Latina nell’ultimo terzo del primo tempo, a fronte di un avversario che ha avuto il solo merito di iniziare a giocare da squadra, abbandonando l’iniziativa personale fino ad allora affidata quasi esclusivamente a Tonin.

Decisamente migliore, seppure meno produttivo in termini di grandi opportunità, il Latina del secondo tempo. Con un attacco “light” che ha visto Cioffi dare manforte a Baez, e con Ercolano avanzato a centrocampo, Lipani è riuscito ad alzare il baricentro, apportando corsa e conclusioni alla manovra nerazzurra. Proprio la continuità nei tiri di Lipani dimostra che schierare due elementi come Cioffi e Baez - capaci di non dare punti di riferimento alle difese avversarie - è una mossa giusta, a patto però che dalla mediana arrivino inserimenti e conclusioni, cosa che il Latina non sta ancora facendo con la necessaria continuità.

Anche stavolta, come contro il Guidonia, al tramonto del match Volpe ha tentato il tutto per tutto gettando nella mischia Sylla: una mossa tardiva se si vuole leggere come il coraggio autentico di provarci fino alla fine, un accorgimento fin troppo velleitario invece se l'obiettivo era solo quello di affidarsi all'episodio fortunato.

La classifica continua a narrare la sua verità: i punti lasciati per strada dal Latina sono troppi.