Il Latina rischia di dipendere ancora una volta dalle disgrazie altrui
Come a Cosenza, anche contro il Catania è a centrocampo che il Latina ha perso la partita. Ma se in Calabria era mancata la prestazione del reparto, lento e confuso, contro gli etnei a difettare sono stati in particolare i chili e i centimetri, in una parola la fisicità. È qui che i nerazzurri hanno dovuto soccombere agli avversari, soprattutto nel secondo tempo quando, prima ancora che le sostituzioni decise da Viali, è stata la stanchezza a fare la differenza. Il deficit di energie ha infatti impedito il ricorso all’unica soluzione in grado di contrastare lo strapotere fisico dei siciliani, lo sviluppo in ampiezza della manovra. Sviluppo che nella prima frazione aveva messo in difficoltà gli etnei, in particolare con la catena di sinistra e le percussioni di Tomaselli, protetto da Ercolano.
Nella ripresa la stanchezza ha di molto limitato la capacità del Latina di allargare il gioco, Volpe ha giustamente provato a inserire forze fresche in grado di trovare l’ampiezza ma né Riccardi né Fasan hanno saputo o potuto fare la differenza, alla ricerca come sono entrambi della loro condizione migliore.
Il resto lo hanno determinato una distrazione difensiva, verrebbe da dire la solita distrazione del reparto arretrato, e l’ormai cronica difficoltà nel finalizzare la manovra. Nel dopo partita, a proposito del gol avversario, Volpe ha parlato di mancate marcature preventive, di un eccessivo abbassamento degli uomini, di un gol incassato nonostante la superiorità numerica della difesa sull’unico offendente. Nell’azione incriminata, sia Pellitteri che Marenco non chiudono e consentono a Bruzzaniti di accentrarsi per la conclusione in porta. Marenco non è nuovo a questo tipo di distrazione: bravo nella marcatura stretta, il capitano del Latina non è la prima volta che non vede o tarda la chiusura dell’avversario, un peccato di gioventù su cui dovrà lavorare.
Quanto alle difficoltà in fase di finalizzazione, due dati su tutti ne confermano la gravità: il fatto che il reparto offensivo nerazzurro sia, insieme a quello del Foggia, il peggiore del girone e la constatazione che il Latina ha mandato in gol dodici giocatori e tra questi, oltre a Parigi, soltanto Fasan ha segnato più di una rete, fermandosi comunque a due. E se contro un avversario tecnicamente e fisicamente più forte non concretizzi le occasioni capitate a Porro e, in pieno recupero, a Sylla, allora il cammino verso la salvezza si fa impervio e ancora una volta si rischia di dovere ringraziare le disgrazie altrui (leggi Trapani e Siracusa) se al termine della stagione si avrà un lieto fine.
