Latina, col Pineto non si è ancora visto il progetto tattico di Volpe
Bando ai fronzoli: a me il Latina visto contro il Pineto non è piaciuto.
Il motivo è semplice e personale: non ho capito quale fosse l’idea di gioco sviluppata dai nerazzurri. Preciso, prima che qualcuno si scandalizzi: non aver visto la filosofia della manovra è cosa ben diversa dall’affermare che il Latina sia stato privo di idee.
Dal mio punto di vista è l’esatto contrario. Proprio perché la squadra ha dimostrato di possedere trame collaudate, non ho compreso dove queste dovessero portare, né quale fosse l’obiettivo del progetto tattico proposto da Volpe.
Marenco e compagni hanno giocato con ordine e si sono trovati con facilità: le distanze non si sono mai allungate e ognuno, chi più chi meno, ha fatto il proprio. Non ho visto le mirabilie che altri colleghi sembrano aver scorto - fulminati sulla via del Francioni -, ma è una questione di prospettiva ed è naturale che ognuno si entusiasmi per aspetti diversi.
Ma torniamo a noi.
L’assioma da cui partire è scontato: il Latina si è presentato al cospetto del Pineto senza un attaccante di riferimento (non me ne vogliano Gagliano e Sylla). Era già successo alla prima della scorsa stagione contro l’Atalanta U23 - quando Parigi era ancora ben lontano dall’arrivare - e ciò nonostante il Latina s’impose con un gol di Riccardi.
Assunto che di punti di riferimento davanti non ce n’erano, come ha giocato il Latina? Cercando l’ampiezza, in particolare a sinistra con Tomaselli per poi conquistare il fondo. Una scelta legittima se dal fondo si scarica a rimorchio per l’inserimento delle mezzali; non sta per niente in piedi, invece, se si crossa verso il nulla e per giunta fuori misura.
D’altronde, che ci potesse essere poca densità in area o al limite dei sedici metri era prevedibile: la posizione di Lipani è apparsa troppo schiacciata sulla difesa e non è certo a De Ciancio che si possono chiedere inserimenti e conclusioni. De Cristofaro ha garantito verticalizzazioni e costruzione, ma di rado ha accompagnato l’affondo fino alla finalizzazione, mentre Porro a destra ha stretto poco. Nel loro complesso, i movimenti del Latina non hanno sopperito all’assenza di una vera punta.
Nella ripresa è aumentata l’intensità del gioco nerazzurro, senza però costrutto. Sylla avrebbe dovuto dare fisicità in area, la squadra lo ha invece cercato preferibilmente con palloni bassi. L’inserimento di Riccardi avrebbe dovuto dare corpo alla trequarti e alzare la pressione al limite, ma il risultato si è ridotto a due conclusioni da dimenticare.
Se non altro però, per quanto le occasioni migliori siano arrivate nel primo tempo, nel secondo è stato più chiaro dove la manovra intendesse andare a parare.
Che poi alle intenzioni non sia corrisposta la realtà del campo, beh... questa è un’altra storia.
