Il Latina gioca bene ma fa pochi punti: ora la classifica preme
Gennaro Volpe ne avrà piene le tasche dei complimenti per le belle prestazioni della sua squadra. "Bello ma non balla": dopo 6 giornate, il Latina ha raccolto appena 5 punti in classifica, ha perso la metà delle partite disputate – tutte in trasferta – e viaggia in ritardo di 2 punti rispetto alla marcia della scorsa stagione.
Del resto, non si può dire che sia una sorpresa: la consapevolezza c’era già alla chiusura del mercato estivo, quando non è arrivato l’attaccante chiamato a colmare il vuoto lasciato dalla cessione di Parigi. Non possono dirsi sorpresi i tifosi e, meno che meno, la società, che scientemente o forzatamente ha evitato di reinvestire sul mercato il tesoretto ricavato dalla partenza dell'attaccante aretino.
Dalla pancia del Mapei Stadium, domenica pomeriggio in conferenza stampa, Volpe ha usato il bastone e la carota con i suoi: buone la prestazione, l’applicazione e i movimenti, ma serve più cattiveria, cinismo e determinazione.
Il tecnico sa bene, tuttavia, di stare "spremendo" il massimo da un gruppo che, a prescindere dalla grinta, non ha nel proprio bagaglio genetico l'istinto del finalizzatore. È stata confermata l'ossatura che lo scorso anno ha fatto buone cose nel girone di ritorno: giocatori abituati a lavorare per e a favore di Parigi, oggi costretti a cambiare pelle per trasformarsi, contemporaneamente, in costruttori e realizzatori.
Fin qui il Latina ha dimostrato di sapere proporre un ottimo impianto di gioco pur in assenza di punti di riferimento offensivi, ma non si è ancora palesato – e non è detto che accada – il giocatore in grado di finalizzare le geometrie della squadra, colui che attacca l'area, conclude a rete o sa inventare l'ultimo passaggio sul breve.
A Reggio Emilia, sul piano del gioco, il Latina ha surclassato e disorientato per almeno un tempo la Reggiana, formazione costruita per recitare un ruolo da protagonista nel girone. Volpe ha sottolineato a più riprese come la sua sia la squadra capace di creare la maggiore densità in area; anche domenica i nerazzurri hanno tirato nello specchio 5 volte in più rispetto agli avversari, eppure la classifica parla chiaro e inchioda la squadra in zona play-out. La manovra si sviluppa seguendo dettami tattici che prescindono dalla presenza di una prima punta di ruolo, ma manca la concretezza che quel sistema esigerebbe.
Volpe ha dimostrato di fare giocare bene la squadra, ma il processo di trasformazione è lungo: i meccanismi vanno rodati, il progetto consolidato, i ruoli cuciti addosso ai singoli. Ora, però, con una classifica che preme, non sono più ammesse sbavature (leggi espulsioni) o tentennamenti difensivi, e le belle prestazioni da domenica a Reggio Emilia hanno smesso di essere una consolazione.
