Un Latina stanco paga le fatiche di coppa e cade a Cosenza

Dal 1992 è collaboratore de “Il Messaggero”, dal 2009 collabora con la “Gazzetta dello Sport”. Inizia scrivendo di baseball, poi cede ai tentacoli del calcio.
24.03.2026 17:00 di  Vincenzo Abbruzzino   vedi letture
Un Latina stanco paga le fatiche di coppa e cade a Cosenza

Il Latina è stanco, tanto stanco da far passare in secondo piano ogni qualsivoglia valutazione tecnica e tattica. A Cosenza, fin dalle prime battute i nerazzurri hanno dimostrato di non avere energie sufficienti a contrastare un avversario determinato a dare l’assalto alla Salernitana e con essa al terzo posto in classifica. Con le energie è venuto meno anche lo spirito, in una squadra che ha dimostrato una grande forza di volontà nel resistere all’avversario ma nel contempo anche una grande debolezza nel cercare di contrattaccare, di rispondere sul piano del gioco, non solo del contenimento.

E qui alla stanchezza si è sovrapposta l’ormai nota difficoltà nel creare gioco, nel trovare geometrie del centrocampo. Una miscela che ha costretto i nerazzurri ad una passività che ha lasciato campo e iniziativa al Cosenza che pur confuso, alla fine ha trovato l’episodio che lo ha portato alla vittoria. Nel momento più delicato del campionato, il Latina sta pagando pegno alle fatiche della stagione che lo ha visto impegnato su due fronti, torneo e Coppa Italia, con un organico che nei numeri e nello spessore tecnico avrebbe potuto probabilmente fare fronte, con fatica, a uno solo dei due impegni.

Un dispendio di energie che i nerazzurri sembrano non reggere più e che, insieme a infortuni e squalifiche, costringono Volpe a reiventarsi di giornata in giornata una formazione da mandare in campo. A Cosenza, l’assenza di De Ciancio ha consegnato il testimone del comando a Pellitteri, buon gregario di mediana, ma in difficoltà nella regia dei tempi e delle linee di passaggio. Al suo fianco Lipani a cui il Cosenza ha impedito la corsa, costringendolo a giocare nel breve, depotenziandone la pericolosità. Non è andato meglio Scravaglieri che ha agito spesso largo sulla destra, in una posizione troppo decentrata per contribuire alla solidità del reparto. Con la stanchezza è venuta meno anche la lucidità e così il centrocampo del Latina s’è mosso a vuoto, finendo per essere sovrastato dal movimento di Garritano e dalla determinazione di Ciotti, i cui tentativi di conclusione si sono susseguito con continuità disarmante. Il massimo della pressione è finito per cadere sulla difesa che, pur soffrendo, se l’è cavata bene per poi alzare bandiera bianca proprio nei minuti finali, quando l’obiettivo sembrava raggiunto.    

Il Latina sta pagando un prezzo troppo alto per i successi di Coppa Italia che, dopo la sconfitta nella finale di andata a Potenza, rischiano al tirare delle somme di portare al nulla cosmico. Ne valeva la pena per una squadra che sin dalle prime battute della stagione ha dimostrato di dovere battersi per la salvezza? Lo sapremo soltanto la sera del 1° aprile, a finale di ritorno giocata, ma quale che sia la risposta, il campionato continuerà a reclamare le sue priorità, la sua importanza, i risultati e ciò che ne consegue in classifica, fregandosene della gloria per un pezzo di metallo a forma di Coppa.