Latina meno brillante con la Pianese, l'uscita dalla coppa potrebbe essere un vantaggio

03.11.2026 12:00 di  Vincenzo Abbruzzino   vedi letture
Latina meno brillante con la Pianese, l'uscita dalla coppa potrebbe essere un vantaggio

Dopo tante partite giocate a mille era inevitabile che prima o poi il Latina tirasse il fiato e incappasse nella classica domenica storta che puntualmente è arrivata, domenica, contro la Pianese (1-1): senza girarci troppo intorno, è stata la prestazione meno convincente della stagione.

Il primo tempo con i toscani ha replicato la prima frazione del mercoledì di Coppa, a Campobasso. Ma mentre in Abruzzo prima ancora che il gioco, erano andati fuori tema i singoli, in particolare Keita, Gagliano, Di Giovannantonio, domenica ad andare fuori giri è stata l’idea di gioco che i nerazzurri hanno provato a proporre anche se, è ovvio, anche qui non si può prescindere dalle prestazioni personali.

Il gioco del Latina è velocità, aggressione dello spazio, rotazione delle posizioni, imprevedibilità. Contro la Pianese ha invece giocato come se al centro della mediana ci fosse un regista, palleggiando a ritmi molto bassi, non aggredendo ma facendosi aggredire, accettando una manovra scolastica, uomo contro uomo, arrivando costantemente in ritardo sulle seconde palle. Una giornata negativa coincisa con il pomeriggio poco felice di Lipani che ultimamente fatica a trovare la determinazione e la gamba. Non è andato meglio Tomaselli, costretto all’impotenza tattica da Martey che ne ha soffocato sul nascere qualsiasi tentativo di progressione. Ma quel che più preoccupa è stata la sensazione di stanchezza che è emersa finanche dal linguaggio del corpo dell’esterno mancino. A destra le cose sono andate poco meglio, ma tra De Cristofaro e Porro non c’è la stessa sintonia che c’è tra Tomaselli e Lipani e lo si vede, i due agiscono come solisti pur muovendosi a favore della squadra, il dialogo tra loro è frammentario.

Una involuzione di gruppo che ha coinvolto pure Baez, troppo spesso estraneo o marginale allo sviluppo della manovra. E qui è evidente che l’assenza per infortunio di Cioffi incide profondamento, vengono meno i meccanismi di rotazione delle posizioni che hanno contribuito a rimettere in sesto la classifica dopo un avvio di stagione di scarse soddisfazioni.

Proprio come a Campobasso, le cose sono migliorate nel secondo tempo pur avendo la conferma che la squadra non ha ancora gli strumenti tattici per gestire tre punte in campo. Ci sono stati diversi malintesi che hanno indotti a qualche chiarimento già sul momento, in campo. Ma è stata sufficiente la presenza di Castorri, pur appena sufficiente, per dare perlomeno più ordine alla manovra, a indurre la Pianese ad una più attenta azione di contenimento.  

Ma la vera sliding door della serata è venuta da Keita. Entrato in campo con un piglio devastante, ha dato la scossa alzando i giri del motore e regalando quella profondità e quella velocità che sono gli ingredienti del gioco nerazzurro. Il Latina deve aggredire lo spazio, e Keita lo ha fatto alla perfezione. Una trasformazione sorprendente rispetto al giocatore svagato e irritante che avevamo visto mercoledì scorso a Campobasso in Coppa Italia!

In sintesi? Questa partita ci ha restituito un Latina con gli attributi, ma anche con le pile scariche nei suoi uomini chiave. Ora, fuori dalla Coppa Italia, gli impegni si faranno finalmente meno pressanti: Volpe avrà tempo e modo di lavorare a fondo con la squadra, è indispensabile ritrovare gamba e brillantezza.